“BladeRunner” Il Tg5 spaccato e l’ombra di Mentana

07/04/2006
    venerd� 7 aprile 2006

    Pagina 6 – La battaglia elettorale

    LA GUERRA A MEDIASET – E C’� CHI SUSSURRA: IL CAOS RAFFORZEREBBE L’IPOTESI DI UN GRAN RITORNO ALLA GUIDA DEL TELEGIORNALE

      Il Tg5 spaccato e l’ombra di Mentana

        Rossella: �Giornalisti sobillati da Enrico? Ma per carit�. E in redazione � caccia al �rosso�

          Mattia Feltri

            ROMA
            Ma non � guerra, dicono i combattenti. Enrico Mentana – furente perch� �Matrix� era saltata a causa del tafferuglio su �Terra!� – a un certo punto, mercoled� pomeriggio, ha sibilato: �Per la par condicio, si pu� non essere leccaculo senza per questo essere coglioni�. Bella frase, ma di difficile traduzione. Sembrava diretta a Carlo Rossella, imputato silenziosamente (da molti) di aver architettato il confronto Prodi-Berlusconi sapendo che il primo avrebbe rinunciato lasciando strada al secondo. Ieri mattina, prima di proteggersi col silenzio stampa (�a tre giorni dalla elezioni non mi ci metto proprio…�), Mentana ha spiegato: �No, macch� Rossella, � una frase diretta a me�. E cio�: io sar� anche di sinistra, ma non sono un leccaculo. Tant’� che ha ricacciato indietro Piero Fassino e Francesco Rutelli dichiarando fallita la serata.

              Le chiacchiere
              E per� alla sede del Tg5, al Palatino, si chiacchiera da settimane. Si parla della guerra, naturalmente fredda, surriscaldata mercoled� dalla coincidenza che Mentana lavora all’Aventino ma registra al Palatino, cio� a casa Rossella. Per cui, nelle ore del dramma, i due stavano a pochi metri di distanza. E tutto era cominciato molto presto, la mattina, quando di colpo Roberto Cuillo, il portavoce di Fassino, aveva dichiarato alle agenzie che Berlusconi stava cercando il blitz catodico.

                In redazione, ieri, pi� di uno confermava che erano stati i soliti anti-rosselliani a buttarsi sulla tastiera del telefonino per mettere a parte Cuillo dello show che si andava preparando. E fanno pure i nomi. C’� chi dice che � stato Gaetano Savatteri, siciliano di Milano, cresciuto all’Indipendente, poi collaboratore del Tg3, da nove anni al Tg5. Altri dicono che � stato Carlo Gallucci, che proviene dall’Espresso. Entrambi liquidano il pettegolezzo: �Di idiozie non mi occupo�, ha detto Savatteri. �No, non ho chiamato Cuillo che non conosco n� altri. Siccome vengo dall’Espresso, per tutti io sono quello “rosso”. Ma mi spiace, non ho avvertito nessuno di niente�, ha detto Gallucci. Ma in fondo non � questo il punto. Il punto � che la redazione sembra divisa. Da una parte quelli che accusano i colleghi di aver montato la panna. Dall’altra gli accusati. I primi, grosso modo, sono quelli persuasi che il tg di Rossella non sia meno prestigioso ed equilibrato di quello di Mentana, e i buoni voti dell’Authority lo dimostrerebbero. I secondi, invece, sono i nostalgici della passata direzione (come Marcello Villari, del cdr, ex �Unit�, e come Annalisa Spiezie). E allora l’ultima diceria �: Rossella pensa che i mentaniani siano sobillati da Mentana medesimo.

                  Il direttore
                  Intanto Rossella, seguendo lo schema del presunto rivale, si tappa la bocca: �Basta, basta e basta. Non parlo pi�. Ma non dopo avergli teso la mano: �Mentaniani sobillati da Mentana?! Ma per carit�, non l’ho mai pensato�. Ieri mattina, per�, girava per i corridoi sfoderando una ritrovata calma, dopo le ire di mercoled�. E diceva che certi schemi lui li conosce da cima a fondo, visto che era comunista trent’anni fa, e cossuttiano, e cresciuto alla sede di via Volturno a Milano. Come dire: roba seria. E cio�, la cinghia di trasmissione della calunnia, il �tam tam� – come aveva detto Fedele Confalonieri – lui sa perfettamente come funzionano. Siccome il giorno prima aveva sottolineato la correttezza del comitato di redazione (il sindacato), tutti hanno creduto di vederci un’accusa a chi, per un motivo o per l’altro (Savatteri � del precedente cdr, Gallucci l’ha detto: mi chiamano �il rosso�), � considerato l’ala sinistra del telegiornale.

                    Le polemiche, del resto, si trascinano da un po’: Romano Prodi che rifiuta gli inviti di Mediaset, Massimo D’Alema che dichiara �organo di partito� anche il Tg5. E prima la brutta lite fra Rossella e uno dei suoi vice, Lamberto Sposini, amico ed estimatore dichiarato di Mentana. La zuffa nacque dall’insistenza di Sposini a inserire nel tg una controreplica (del solito Cuillo) alla disputa fra Prodi e Berlusconi sulla �delinquenza politica� di Giulio Tremonti. Sposini diede dello �scribacchino di Bonaiuti� a Rossella, e si mise in ferie. I pi� dicono �scribacchino�, altri �addetto stampa�. Sposini nega e propone una versione pi� articolata. Ma, insomma, si � sempre da capo. Rossella contro Mentana.

                      La voce
                      Tanto che, dicono ancora al Centro Palatino, mercoled� era girata la voce secondo cui il casino provocato da �Terra!� stesse rafforzando l’ipotesi del ritorno di Mentana al telegiornale dopo le politiche. Ma siccome in guerra i fronti si ribaltano con un colpo di baionetta, a met� pomeriggio Mentana era dato per dimissionario. La conferenza stampa congiunta di Rossella e Confalonieri, col presidente fuori di s� (�Mentana non sapeva di “Terra!”? Ma chi se ne frega di Mentana!�), sembrava un colpo mortale per l’uomo di �Matrix�. Che invece ha incassato, contrattaccato e taciuto. Ora si vota. Poi si ricomincia.