“BladeRunner” Il sogno di Sua Residenza

05/04/2006
    mercoled� 5 aprile 2006

      Pagina 5 – La battaglia elettorale

        UNA VITA COL MATTONE DA ARCORE ALLA CASA DELLE LIBERTA’

          Il sogno di Sua Residenza:
          case da fare, da comprare
          da vivere e da non tassare

          la storia
          Mattia Feltri

            ROMA
            Se va al congresso di Alleanza nazionale, dice �mi sento a casa mia�. Se va ospite di Emilio Fede al Tg4, dice �mi sento a casa mia�. Se va alla festa del Milan, dice �mi sento a casa mia�. Come si pu� vedere, si sente spesso a casa sua anche perch�, spesso, la casa � sua effettivamente. Se non l’avessero soprannominato �Sua Emittenza�, potevano benissimo chiamarlo �Sua Residenza�. Non � farina del nostro sacco: la battuta compare nel sito ufficiale di Forza Italia che, non per niente, � il partito di maggioranza della �Casa delle Libert�. �Per Berlusconi l’urbanistica � una passione�, vi si spiega. Infatti, dopo aver venduto aspirapolvere ed essersi impiegato sulle navi da crociera, il giovane Silvio trov� lavoro in una societ� immobiliare. Quella era la sua strada. Una strada in mezzo alla campagna, ma di qui e di l� vi avrebbe costruito ville, palazzine, condomini, case, case e case. Dava appuntamento agli acquirenti nelle sere gelide e nebbiose, e riscaldava gli interlocutori intirizziti coi sogni in costruzione: qui sorger� il patio, l� il giardino, l� la piscina. Forse diceva: un giorno sar� premier e abolir� l’Ici.

              Poi avrebbe costruito Milano 2, Milano 3, case per tutti, case per ricchi, occupandosi personalmente, come tutti immaginano, dell’arredo urbano, della piantumazione, perch� il bravo possidente � anche un po’ vivaista. La casa � il cuore dell’avere, ma anche dell’essere: �Stai a casa per mandarli a casa�, diceva nel 2000, quando sperava che al fallimento dei referendum conseguisse quello del governo di centrosinistra. I cui reduci, del resto, oggi dicono: �Rimandiamolo a casa�. E Romano Prodi trova il guizzo per una battuta al di sopra delle sue possibilit�: �A casa, s�, ma quale?�. Chiunque ha perso il conto. Villa San Martino ad Arcore, la villa di Macherio, Palazzo Grazioli a Roma, la residenza estiva delle Bermuda, quella di Portofino (o l’ha venduta? Boh), una volta ne aveva una a Saint-Moritz, e poi le ville in Sardegna, villa Certosa, villa di Punta Lada, villa Stephanie, villa Veronica che si chiama come la moglie ma � in uso alla madre. Una volta pare fossero sette, le ville sarde, quando ancora Berlusconi veniva definito enumerando le residenze, anzich� le inchieste.

                Lui sa bene che cosa � il mattone. Se l’ottantasette per cento degli italiani possiede casa, allora gli italiani sono pi� ricchi, essendo il valore delle case cresciuto. Semmai bisogna trovare il modo di aiutare il restante tredici per cento a passare dalla condizione di inquilino a quella di proprietario. �Io ho un sogno�, ha detto. I have a dream: �Un’Italia di proprietari di casa�. Come? Per esempio vendendo a condizioni privilegiate il patrimonio pubblico. Cos� apr� la campagna elettorale che oggi, giustamente, chiude con le ostilit� verso l’Ici. Ma di sogno ne aveva un altro: �Ho sempre sognato di acquistare casa a Venezia�, disse quando si spettegol� sulla sua intenzione di prendersi l’ex Abbazia di San Gregorio. La casa � un modo di avere e di essere, ma anche di comunicare: �Vorrei comprare casa a Napoli�, disse un giorno a Napoli quando c’erano le amministrative a Napoli, e poi le vinse Rosa Russo Jervolino. E poi � anche vero che si discute sulle dubbie rendite catastali della casa di Romano Prodi, e ci si ricorda della casa a equo canone di Massimo D’Alema, e delle strepitose vicende legate ad Antonio Di Pietro e le sue case (o pied-�-terre). Per� Berlusconi ha un altro passo, un’altra grinta. La sua casa � un modo di avere, di essere, di comunicare e soprattutto di analizzare. In Italia, sostiene da anni, c’� fiducia nel futuro e lo si capisce dalla costanza del ricorso ai mutui, cio� all’indebitamento, per l’acquisto della casa, cio� del bene durevole.

                  Avere, essere eccetera e infatti lui, ripete sovente, nel 2001 ha trovato �una Casa Italia distrutta�. Non si riferiva al punto di raccolta di una manifestazione olimpica, ma proprio alla Casa Italia, alla nazione, coi suoi conti, le dispense, gli arredamenti, i servizi. Lui � uno che arreda, infatti. Si occupa delle cornici, dei libri aperti sui leggii, del pavimento di Palazzo Chigi, delle piante, dell’anfiteatro e persino del mausoleo, perch� la casa coincide con la vita, e dunque con tutto, anche con quel che viene dopo. Per esempio disse: �Ogni vecchia casa che si rispetti dovrebbe avere un fantasmino�, e intendeva che dovrebbe conservare l’odore degli avi, della propria storia. Ecco, c’� tutto, nelle case di Berlusconi, comprese le storie e compresi i fantasmini, e la gran voglia di vincere le elezioni per rimettere piede nella casa pi� amata: quella Bianca di Washington.