“BladeRunner” Il Professore: non partecipo alla gara di chi le spara più grosse

04/04/2006
    marted� 4 aprile 2006

    Pagina 2 – La battaglia elettorale

    MAGGIORE ATTENZIONE AL LOOK E PARTENZA IN SORDINA, POI IL LEADER DELL’UNIONE TIRA FUORI LE UNGHIE

      Il Professore: io non partecipo
      alla gara di chi le spara pi� grosse

        �E sull’Ici vorrei sapere che cosa dicono i sindaci del Polo�

          retroscena
          Fabio Martini

            ROMA
            Per i due minuti iniziali, con quegli occhi socchiusi, sembra che Prodi dorma. Lo fa per concentrarsi ma l’incipit del Professore � al ralenti, pi� lento che mai. Poi, il Professore riprende quota, con un mix di sorrisi, inviti alla �serenit� e spruzzate di demagogia. Come quando dice che �nelle scuole manca il gesso� e �la polizia non riesce a far uscire le automobili�. Man mano che passano i minuti si vede un Prodi che ha deciso di cambiare leggermente registro rispetto al match del 14 marzo: meno ecumenico e pi� cattivo, come quando al presidente del Consiglio d� dell’ubriaco �che si attacca ai lampioni per farsi sostenere�. E soprattutto, seppure con qualche imprevisto, Prodi riesce ad essere coerente con quanto studiato a tavolino con i suoi. Cita Berlusconi in terza persona: �Parla un’altra volta come fosse il leder dell’opposizione�, �faremo, saremo… Ah� ma siete da 5 anni al governo!�. Ma proprio quando assaporava un pareggio – o forse anche una vittoria di misura – Prodi ha dovuto ascoltare nell’appello finale di Berlusconi quella promessa sull’abolizione dell’Ici.

              In diretta il Professore non pu� replicare ma appena si spengono i riflettori sullo studio di "Porta a Porta", Prodi si consulta con i suoi per decidere il da farsi. Tra Silvio Sircana, Richi Levi, Angelo Rovati ci sono idee diverse. C’� chi consiglia: �Romano di’ che � una bufala!�. Consultazioni concitate. Bisogna scendere, giornalisti e telecamere sono in attesa di un commento a caldo. E dopo 15 minuti Prodi si presenta ai cronisti nel cortile di via Teulada con queste parole: �L’Ici? Giudicate voi, vorrei sentire i pareri dei sindaci di centrodestra…�. Chiedono: dove li troverano i soldi? �Vedete un po’ voi�. Soddisfatto? �Vorrei vedere!�. E poi ai suoi: �E’ andata bene, a questo punto il pi� � fatto�. Anche se Angelo Rovati, uno del "giro stretto" prodiano, sull’Ici � tranchant: �Terremo l’Ici e vinceremo le elezioni! Bisogna dirlo con chiarezza e subito!�.

                Poi, il corteo prodiano – autoblu, un pullmino per lo staff – corre verso piazza Santi Apostoli. Il Professore dice di essere contento, apre una bottiglia di champagne che versa nei bicchierini di plastica. E i ragazzi dello staff, sicuri della vittoria finale, si mettono a cantare: �E For-za Ita-lia, lallarall�…�. Ma finita la breve festa, resta il dubbio: baster� quella battuta sui sindaci di centrodestra? Prodi ci ripensa e, verso mezzanotte e mezza, prima di tornarsene a casa, distribuisce il vetriolo su Berlusconi: �Non partecipo alla gara a chi la spara pi� grossa, del tipo: gi� che ci sono, aboliamo anche l’Ire e l’Iva. Forse Berlusconi stamper� carta moneta…�. Come reagiranno gli italiani? �Sono persone intelligenti, capiranno che siamo ai fuochi d’artificio, all’assurdo, anche perch� togliere l’Ici significa togliere ossigeno ai Comuni�.

                  Ma al di l� dell’esito finale del duello, forse un pareggio, Prodi � riuscito ad �evitare danni�, come alla fine ripetevano sottovoce gli uomini dello staff del Professore, che temevano da Berlusconi colpi sotto la cintura. La prima inquadratura svela la prima novit� studiata dal Professore. Novit� minimalista, di look: a far da contrasto al vestito scurissimo, Prodi indossa una cravatta blu a rombi bianchi. Certo, piccolo dettaglio ma sintomatico: il Professore ha sempre preso sottogamba il look e il fatto che al duello decisivo abbia dismesso quelle cravatte celesti con l’allaccio largo, tipico degli italo-americani, � un segnale che Prodi si sia piegato ad un minimo atto di umilt�.

                    La vigilia era stata vissuta – se possibile – con un filo d’ansia in pi� rispetto al duello del 14 marzo. Non tanto da Prodi che, almeno esteriormente, riesce quasi sempre a mantenere il suo aplomb padano, ma nello staff per tutto ieri visi e parole lasciavano trasparire un accumulo di stress. Dopo la vittoria ai punti del primo match televisivo � come se ci fosse stato un rilassamento psicologico nell’entourage del Professore, un atteggiamento che non ha consentito di "leggere" subito la controffensiva mediatica di Berlusconi sul tema delle tasse. Il centrodestra, con un pressing lanciato il 20 marzo da Giulio Tremonti, � riuscito a definire come tassatore il centrosinistra, che si � via via difeso con argomenti percepiti come deboli dallo stesso Prodi: �Ci sono stati errori di comunicazione�, aveva detto due giorni fa a Lucia Annunziata su RaiTre. E – come sanno i professionisti della comunicazione – in una campagna elettorale farsi definire senza reagire � uno dei peccati pi� gravi.

                    Anche per questo motivo, nelle ultime 48 ore, il Professore aveva curato la preparazione "tecnica" (lo specifico degli argomenti) ma anche la
                    "tattica": le battute, i contropiede, le difese dagli attacchi pi� insidiosi. Si era ripassato la "parte" sulle questioni pi� spinose, come la famosa seduta
                    spiritica del 1978, nel corso della quale evocato da un piattino emerse il "suggerimento" Gradoli, poi trasmesso agli investigatori del caso Moro. Ma il Professore aveva preparato una risposta credibile – e non troppo di "sinistra" – anche sull’omicidio del piccolo Tommaso, in questo confrontandosi con la moglie Flavia.