“BladeRunner” Il Cavaliere vuole la rivincita

15/03/2006
    mercoled� 15 marzo 2005

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      IL TRAINING DEL PREMIER – DAI SUOI SONDAGGI � CONVINTO CHE I DUE SCHIERAMENTI SIANO ALLA PARI

        Il Cavaliere vuole la rivincita
        spera nel prossimo incontro

          �Hanno voluto un dibattito ingessate, giocher� all’attacco�

          retroscena
          Augusto Minzolini

          ROMA
          Ieri sera l’�occhio televisivo� del Cavaliere, il personaggio che da pi� di dieci anni cura l’immagine video del premier, Roberto Gasparotti, non nascondeva una punta di rammarico per come era andato il duello. �Noi italiani – spiegava fuori da Palazzo Grazioli – siamo pi� solari, siamo portati a manifestare le nostre convinzioni anche con i gesti, con le battute a bruciapelo. Le nuove regole hanno avvantaggiato Prodi�. Anche un senatore di Forza Italia suo amico di infanzia, Romano Comincioli, � rimasto colpito dall’atteggiamento assunto dal premier davanti alle telecamere: �Io lo conosco bene e so che quando comincia a scribacchiare vuol dire che � teso�.

            Allora, com’� finito il primo duello televisivo, il primo giudizio di Dio di questa campagna elettorale? Silvio Berlusconi ieri sera non voleva dare un risultato al duello, non voleva dire se aveva vinto lui o Prodi: �Ditelo voi – si � limitato a dire ai cronisti -. Io mi sento vincitore perch� sono stato dalla parte della realt�. Quel signore l�, invece, sembrava che parlasse della Svizzera�. In realt� anche il viso del Cavaliere a quell’ora tradiva un po’ di delusione, non perch� il personaggio pensava di aver perso, quanto perch� era consapevole di aver fallito un’occasione. Soprattutto, Berlusconi si � accorto che non saranno i duelli televisivi con l’avversario l’arma vincente di queste elezioni. I confronti regolati dalle norme applicate ieri, nei fatti, non portano a niente. Il Cavaliere, che lo aveva gi� intuito, durante la trasmissione ne ha preso atto. Tant’� che tornato a Palazzo Grazioli ha ripreso a lamentarsi della �formula�. Il suo � stato un lungo sfogo contro le nuove regole. N� il premier ha dato peso a chi nel suo staff gli ha rimproverato di non aver fissato abbastanza con gli occhi la telecamera o di aver perso grinta con quel continuo scarabocchiare davanti ai telespettatori. �Lo facevo solo – si � sfogato il premier – perch� volevo concentrarmi sui tempi. Non sono abituato a parlare davanti ad un timer. Anche l’assenza di pubblico ha reso pi� freddo un ambiente concepito per essere il pi� possibile asettico. Comunque, ne riparleremo al prossimo. Quello s� che sar� decisivo�.

              Gi�, a tarda notte, dopo aver smaltito la delusione per l’occasione mancata, Berlusconi � tornato a fare i ragionamenti a cui si era lasciato andare all’ora di pranzo, cio� nell’unico momento di relax che si era concesso in una giornata che il premier aveva trasformato in una seduta di training autogeno. �In fondo – spiegava a quell’ora ai suoi commensali il premier – il confronto che conta davvero sar� il secondo. Quello, infatti, si svolger� ad una settimana dalle elezioni e determiner� il giudizio finale degli elettori. Il confronto di stasera � certo importante, ma questa � una campagna elettorale in cui ogni giorno ne succede una. Un vero bombardamento che fa dimenticare alla gente quello che � accaduto il giorno prima. Ecco perch� io credo che la partita � apertissima e sar� tutta da giocare anche dopo il duello di questa sera. Un duello che io affronter� fuori casa, non dimentichiamolo, visto che le regole, le famose “salva Prodi”, il mio avversario se l’� fatte su misura. Ha voluto un confronto ingessato, adatto ai suoi tempi di dinosauro�.

                Cos� parlava ieri il Cavaliere all’ora di pranzo. E gi� il mettere le mani avanti, l’evidenziare le difficolt�, dimostrava quanto il premier sentisse il duello. Quanto fosse nervoso. Del resto ieri la tensione a Palazzo Grazioli era la stessa che si respirava nel quartiere generale del Professore a Piazza SS. Apostoli, o nella sede Rai di via Teulada. Addirittura il conduttore del duello, il direttore del Tg1, Clemente Mimun, ha ricevuto un Sms dal pi� famoso fischietto italiano, Pierluigi Collina, che gli faceva gli auguri per l’arbitraggio �pi� incandescente� della stagione.

                  Al netto della �pre-tattica�, il premier gi� nel pomeriggio pensava che imporsi nettamente nel confronto di ieri sera sarebbe stato addirittura pi� difficile che vincere le elezioni. �Vedete i sondaggi che mi sono arrivati ieri – � il ragionamento a cui si era lasciato andare a pranzo – dicono che siamo alla pari. In pi� ci sono quel 25% di indecisi che noi siamo in grado di convincere pi� dei nostri avversari. Io sono sicuro che ce la possiamo fare�. Il suo pronostico sull’esito del duello, invece, era stato pi� problematico: �In campo aperto non ci sarebbe stata partita con il mio avversario. Solo che non so quale sar� il campo in cui giocheremo stasera. Io giocher� in attacco. Esattamente come voglio che giochi il mio Milan. Ma sono altrettanto sicuro che il mio avversario far� melina, punter� al pareggio. E’ l’unica tattica che conosce un ex-democristiano. Ma vincer� lo stesso�.

                    E, invece, il �catenaccio� prodiano ha messo a dura prova il Cavaliere. Il premier piano piano � stato avvolto dai toni sonnolenti e il linguaggio soporifero di quella strana sfida. Ha reagito sforando i tempi, accusando il suo avversario di dire �falsit�, �cose ridicole�, �bugie�. All’ultimo si � anche ribellato. Ma era troppo tardi: Prodi aveva gi� imposto la sua melina e il primo giudizio di Dio si � trasformato in un nulla di fatto.