“BladeRunner” Fini sta con Silvio, ma il Polo si divide

20/03/2006
    luned� 20 marzo 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    LE REAZIONI ALLA SFURIATA DEL CAVALIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO HA SPACCATO ANCHE L’ASSE UDC-AN

      Fini sta con Silvio, ma il Polo si divide

        retroscena
        Amedeo La Mattina

        ROMA
        Questa volta Silvio Berlusconi � riuscito a ricompattare gran parte della sua coalizione e far schierare Gianfranco Fini e Alleanza nazionale dalla sua parte. Una chiamata alle armi che ha portato alcuni esponenti della Cdl a chiedere, pi� o meno esplicitamente, le dimissioni del vertice di Confindustria.

          Tutti con Silvio, tranne il ministro Gianni Alemanno e Pier Ferdinando Casini. Il quale per� non sembra avere un partito unito alle sue spalle. Con il presidente della Camera stanno Marco Follini e Mario Baccini. Ma lo stesso segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, sostiene che il premier ha fatto bene ad andare a Vicenza e prendere posizione. E anche il vicesegretario dei centristi, il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Tassone spiega che �i toni del Cavaliere sono senz’altro sbagliati, ma non c’� dubbio che alcuni settori confindustriali hanno un pregiudizio ingiustificato nei confronti del governo�.

            Il colpo di teatro del Cavaliere a Vicenza ha mandato in sollucchero Umberto Bossi, che lo ha chiamato per dirgli �bravo�, e Gianfranco Fini. Tanto da far scrivere al �Secolo d’Italia� che il presidente del Consiglio �risorge e conquista gli industriali� e alla �Padania�, nel suo stile inconfondibile, che �Berlusconi stende i fighetta di Confindustria: in un solo colpo Montezemolo e Della valle perdono leadership e la faccia�.

              S�, questa volta Fini e Casini esprimono valutazioni diamentralmente opposte, non hanno fatto fronte comune, non hanno criticato all’unisono il leader di Forza Italia come invece fecero in occasione del big match con Romano Prodi. Anzi, sono stati gli effetti di quelle polemiche, la �strumentalizzazione� delle sue parole da parte dell’Unione, a suggerire la massima prudenza al ministro degli Esteri. Cos� ieri da Catania, Fini ha definito �un momento di verit� quanto � accaduto sabato a Vicenza: �L’intervento di Berlusconi ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli imprenditori non crede alle promesse del centrosinistra e non si fida di Prodi�. E il portavoce di Alleanza Nazionale, Andrea Ronchi, mette in guardia chi crede o tenta di far passare la tesi secondo cui c’erano le truppe cammellate di Forza Italia ad applaudire e �contestare� i vertici della Confindustria.

                Una �contestazione� che per Ignazio La Russa dovrebbe far riflettere il vertice di viale dell’Astronomia: il capogruppo di An alla Camera usa la parola �dimissioni�. Una parola cui non ricorre esplicitamente il ministro delle Attivit� produttive, Claudio Scajola, ma che � implicita nel suo commento alla nota di Confindustria nella quale si parla di tentativo di deligittimazione. �A delegittimare i vertici di Confindustria – precisa Scajola – sono stati i tantissimi imprenditori della base che a Vicenza hanno sonoramente contestato proprio quei vertici�, a replica alla nota di protesta di Via dell’Astronomia. Dentro An, per�, non la pensano tutti allo stesso modo. Alemanno infatti non nasconde di essere �imbarazzato� per il comportamento del premier: �Quando un presidente del Consiglio va a casa di qualcuno, dovrebbe rispettare le regole�.

                  Nell’Udc � Marco Follini a condividere la presa di distanza di Casini. L’ex segretario dei centristi � convinto che le �reazioni rabbiose di Berlusconi fanno scappare i moderati�. E non si tratta soltanto di una questione di forme: tra l’altro, fanno notare i collaboratori di Follini, Tremonti ha avuto una interlocuzione corretta con gli industriali, riuscendo a spiegare bene, �senza giochi d’artificio�, perch� gli imprenditori non possono fidarsi della sinistra e di una coalizione eterogenea come l’Unione. In questo momento �bisogna evitare toni verbali troppo accesi�, consiglia il ministro per la Funzione pubblica Mario Baccini a Berlusconi ma anche ai vertici di Confindustria.

                    Il resto della Cdl attacca Montezemolo e Della Valle lancia in resta. �Io avrei fatto esattamente come Berlusconi�, afferma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per il quale il gruppo dirigente di Confindustria esprime una posizione che non rispecchia l’orientamento della base. �Quello che ho visto a Vicenza – aggiunge Roberto Calderoli – � un altro tipo di Berlusconi, un Berlusconi che gli sono venute fuori le palle, diciamolo chiaro e tondo�: �Ha parlato col cuore e al cuore della gente�.