“BladeRunner” E.Macaluso: difendo chi se ne va

22/02/2006
    mercoled� 22 febbraio 2006

    Pagina6 – Primo Piano

      intervista

        Macaluso: difendo chi se ne va, l’etica conta

          ROMA
          E’ un caso, anzi tre casi isolati, oppure si tratta di un segnale da non sottovalutare? Parliamo dei tre fuoriusciti dai Ds, Turci, Buglio e De Giovanni, e ne parliamo con Emanuele Macaluso che del Pci e dei suoi eredi � stato un grande dirigente, sempre schierato nella corrente cosiddetta migliorista o riformista, insomma filosocialista e molto attenta alle libert�. Macaluso spiega che �io il Partito ormai lo frequento poco. Ma giro molto, presento libri, convegni, e sento un certo clima nell’aria della sinistra, una spinta laica che chiede un impegno maggiore dei Ds non solo sulla laicit� in generale, ma proprio sui temi sensibili dell’etica, della bioetica. Proprio quelli che rappresentano la bandiera della Rosa nel Pugno�.

          Ieri ha polemizzato dalle colonne del Riformista con la sua compagna di partito Livia Turco a proposito del crocefisso nelle scuole, concludendo il suo ragionamento proprio con una forte apertura di credito alla Rosa nel Pugno. Lei che � ancora iscritto ai Ds, non � che sta pensando di votare per loro?

            �Sto scrivendo l’editoriale per il prossimo numero della mia rivista, nel quale non dico come voter� ma tento di spiegare quanto siano fondamentali le questioni che mette al centro questa nuova forza politica nella nostra epoca. Non si tratta di sovrastruttura, come si diceva una volta, bens� di temi di pari importanza a quelli dell’economia, del lavoro. Essenziali nella nostra vita sociale�.

            Allora Turci, De Giovanni e Buglio hanno fatto bene a cambiare partito per andare con la Rosa?

              �Ho ricevuto molte telefonate di amici e compagni, alcuni favorevoli, altri contrari. Io sono favorevole. Anche perch� forse cos� i Ds si svegliano�.

              Li trova dormienti o addirittura presi da una deriva clericale?

                �Deriva clericale no, non esageriamo. Diciamo prudenti, troppo prudenti. Capisco l’esigenza di vincere le elezioni e dunque dell’unit� con la Margherita. Ma Rutelli non mi pare per niente prudente, al contrario: lui dice quello che pensa e va per la sua strada, cos� come and� sulla strada indicata dal cardinal Ruini al referendum sulla fecondazione. I Ds invece li vedo titubanti. Ma se prima non ci chiariamo su questi temi, non ci sar� nessuna unit�. E non penso a un compromesso al ribasso come � stato finora, penso a una sintesi in avanti. Altrimenti di che Partito Democratico o Riformista parliamo?�.

                Ma tutti dicono che dopo le elezioni, la strada sar� quella.

                  �Intanto aspettiamo i risultati prima di indicare strade, ch� se venisse fuori una forte differenza tra la Quercia e la Margherita, con la prima che raccoglie quasi il doppio dei voti dell’altra, il Partito insieme non si far� per questa ragione: sarebbe vissuta dalla Margherita come un’annessione. Ma io aggiungo che, al di l� dei risultati, � sui contenuti che va misurato questo Progetto unitario. E se sulla laicit� permane una divaricazione profonda, non � pensabile alcun partito democratico. L’alleanza di governo ovviamente s�, socialisti e democristiani governavano insieme anche quando si dividevano su divorzio e aborto. Ma una cosa � stare insieme al governo, un’altra fondersi nello stesso partito� [r.b.]