“BladeRunner” Con la Quercia molta Cgil, niente Coop e imprese

08/03/2006
    marted� 7 marzo 2006

    POLITICA ITALIANA – Pagina 10

    Dentro le candidature - Le scelte nel mondo economico

      Con la Quercia molta Cgil, niente Coop e imprese

        Mariolina Sesto

        ROMA – Coop rosse �vade retro�. � il criterio di selezione dei candidati che sembra leggersi in controluce nelle liste presentate ieri dalla Quercia. Il vertice del partito ha accuratamente evitato di offrire posti in Parlamento a quella parte del mondo economico finita nell’occhio del ciclone dopo il caso Consorte e le accuse di collateralismo lanciate a pi� riprese da Silvio Berlusconi. Se si esclude la candidatura di Guido Galardi, presidente della Legacoop lombarda, tutto il mondo cooperativo toscano-ronagnolo (a cominciare dal presidente di Legacoop Giuliano Poletti) � rimasto fuori dagli elenchi elettorali. In conpenso, � abbondantemente rappresentato il mondo sindacale. Con la Cgil in pista con quattro personalit� di spicco: Titti Di Salvo, proveniente dalla segreteria nazionale, Giorgio Roilo, ex segretario della Camera del Lavoro di Milano, Franca Donaggio, ex esponente della Cgil trasporti e Teresa Bellanova della segreteria nazionale dei tessili. E la Uil non � certo sottorappresentata con Giorgio Benvenuto, Pietro Larizza e AdrianoMusi. Decisamente poco spazio guadagnano invece le imprese: nessun nome di spicco, solo qualche rappresentante locale come Salvatore Tommaselli, presidente della Camera di commercio di Brindisi. Scarsa anche la pattuglia degli economisti che punta alla riconferma di Nicola Rossi e sulla new entry di Paolo Leon.

          Porte chiuse alla cooperazione anche dalla margherita: le coop bianche non hanno ottenuto voce. Il partito di Rutelli si � per� aggiudicato la candidatura di Maria Paola Merloni, nota imprenditrice marchigiana e figlia d’arte. Su di lei i Dl puntano per stabilire una testa di ponte con il mondo produttivo. Una scelta che ha provocato l’immediata contromossa di Forza Italia, che per difendersi ad armi pari, ha mobilitato proprio nelle Marche il presidente Assindustria di Ancona Francesco Casoli. Il partito di Fini, dal canto suo, prova a presidiare il voto del ceto produttivo meridionale con due nomi di sicuro impatto: quello dell’imprenditore degli ascensori Francesco Paravia, al terso posto nella lista campana del Senato, e quello dell’industriale della pasta Francesco Divella, al primo posto nella lista pugliese del Senato.

          Alla categoria dei commercianti tende invece una mano il partito del premier candidando in Veneto alla Camera Michela Vittoria Brambilla, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio.

          Un po’ tutti i partiti tentano poi di far presa sul mondo delle professioni. E, soprattutto nella Cdl, � corsa ad accaparrarsi nomi di alto livello, in grado di catalizzare il consenso di avvocati , notai e medici. Forza Italia fa scendere in campo il presidente dell’Unione internazionale del notariato Giancarlo Laurini, candidato in Campania; Alleanza nazionale schiera Nicola Buccico, ex presidente dell’ordine degli avvocati e poi membro laico del Csm; i Ds strizzano l’occhio ai medici affiancando al noto chirurgo Ignazio Marino il presidente del sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomedia Serafino Zucchelli.