“BladeRunner” Chi conquista la Camera si prende anche il Senato

24/03/2006
    venerd� 24 marzo 2006

    ELEZIONI POLITICHE L’ORIENTAMENTO DI VOTO E GLI EFFETTI SUL FUTURO PARLAMENTO

      Chi conquista la Camera
      si prende anche il Senato

        Unione e Casa delle Libert�, pareggio quasi impossibile

          Paolo Natale

            Mancano poco pi� di due settimane al cruciale appuntamento elettorale di aprile. Dopo tante elezioni favorevoli al centrosinistra, ma giudicate da molti solo parzialmente significative per comprendere il reale orientamento del Paese, avremo la conferma della tenuta dell’attuale governo ovvero del sorpasso dell’attuale opposizione.

              Cerchiamo dunque di capire qual � la situazione del Paese in particolare su tre aspetti: il clima politico-elettorale, l’orientamento di voto ed i suoi effetti sulla configurazione del futuro Parlamento.

                Per quanto riguarda il primo elemento, le aspettative generali

                  sono ancora quelle di una vittoria della coalizione di centrosinistra: dopo una evidente risalita delle scommesse a favore della Cdl, in particolare grazie ad una campagna molto �presente� da parte del premier, la situazione attuale pare non registrare ulteriori scosse; si ribadisce dunque l’alterit� nei confronti dell’operato della maggioranza di governo, ma senza grandi entusiasmi per la proposta del centrosinistra.

                    Rispetto alle tendenze di voto, il vantaggio dei partiti facenti capo all’Unione � oggi ancora stimabile tra il 3 e il 4% dei voti validi, con un maggiore appeal alla Camera, grazie alla presenza dell’Ulivo, un simbolo che evoca quell’unit� tanto agognata dagli elettori di centrosinistra.

                      Per la configurazione del Parlamento infine, occorre sottolineare come lo spettro che si aggira per l’Italia, il fantasma del pareggio, sia oggi di difficile attuazione. Per due ragioni: la prima politica, la seconda statistica. Vediamole brevemente.

                        Per quanto riguarda le ragioni pi� strettamente politiche, mi pare quantomeno improbabile che eletti grazie al premio di maggioranza nazionale (alla Camera) o regionale (al Senato) possano andare a costituire poi un nuovo raggruppamento tradendo di fatto il mandato degli elettori; sebbene questa legge elettorale lasci abbastanza �liberi� gli eletti, un comportamento di tal fatta non potrebbe far rimanere insensibili i cittadini italiani, a fronte di un palese tradimento della loro volont�.

                          Ma veniamo alla seconda ragione, quella pi� tecnica. Che riguarda la possibile conformazione dei due rami del Parlamento. Relativamente alla Camera, l’odierno vantaggio dell’Unione comporterebbe l’acquisizione di un numero di seggi, per il centrosinistra, maggiore di circa 60 rispetto a quelli del centrodestra.

                            Il problema sottolineato da molti osservatori riguarda per� il Senato. Dalle pi� accreditate rilevazioni demoscopiche, uscirebbe anche in questo caso un risultato favorevole al centrosinistra di circa 12-15 seggi. Ed � un risultato difficilmente ribaltabile, se non attraverso un successo strepitoso della Cdl, tale da permetterle di vincere in molte regioni attualmente con maggioranza avversa. Ma, insomma, mi sembra impossibile ipotizzare una maggioranza di elettori che vota per l’Unione alla Camera, con una contemporanea sua defaillance nel voto per il Senato (che tra l’altro � tradizionalmente pi� di sinistra). Dovremmo quindi registrare, in questo caso, anche una maggioranza di voti per la Cdl nell’altro ramo del Parlamento. Conseguentemente, il centrodestra vincerebbe in entrambi i fronti, ribaltando completamente i risultati.

                              In definitiva, alla luce degli ultimi dati, il risultato pi� probabile � che il vincitore alla Camera, sia esso l’Unione o la CdL, sar� anche quello che vincer� il maggior numero di seggi nel voto per il Senato, bench� con una maggioranza pi� ristretta.