“BladeRunner” Abdicare per Letta

30/01/2006
    lunedì 30 gennaio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    COLPI DI SCENA – TRA GLI UOMINI DI FORZA ITALIA SI FA SEMPRE PIÙ FORTE IL DUBBIO CHE ABBIA GIÀ DECISO LA SUCCESSIONE

      Abdicare per Letta, il finale che affascina il Cavaliere

        Paolo Martini

        L’ipotesi di un colpo di scena finale di Silvio Berlusconi colpisce soprattutto perché viene rilanciata da alcuni uomini che, appena ieri, erano i suoi più stretti collaboratori in politica. Fin che lo prevede un alleato e potenziale rivale come Casini, è nell’ordine delle cose. Ma che Giuliano Ferrara lo scriva apertamente sul Foglio e, prima ancora, Marcello Dell’Utri l’abbia addirittura lasciato pubblicare sul suo giornale-partito, “Il domenicale”, è più singolare. L’opinionista del “Giornale” Antonio Socci, in quella che dai più superficiali è stata letta solo come un’abiura, ha scritto precisamente: “un cambio della guardia”, promosso da Berlusconi stesso, “sarebbe il suo capolavoro”. E l’inventore del contratto con gli italiani, il sondaggista Luigi Crespi, che ora sembra diventato il più feroce anti-berlusconiano, mentre in pubblico invoca addirittura un Crepet per il Premier, agli amici più stretti confida: “L’unica spiegazione razionale possibile di questo comportamento di Berlusconi è che alla fine passi la mano a sorpresa a Gianni Letta”. Sembra che persino Niccolò Querci, supermanager Mediaset, già assistente personale di Berlusconi negli anni cruciali, si sia lasciato scappare: “per me ha già deciso di mollare, e scelto Letta come candidato premier”.

          E’ fuor di dubbio che, in questo strano presentimento di alcuni ex berluscones, ci sia una punta di risentimento. Ma non per questo non merita di essere osservato con attenzione il curioso fiorire, in pubblico e in privato, di illazioni di fonte così poco sospetta. Dell’Utri, che ha addirittura già un posto nel mausoleo berlusconiano di Cascella, è stato il motore organizzativo di Forza Italia; Socci e Crespi cinque anni fa furono addirittura rinchiusi tre giorni ad Arcore, guardati a vista appunto da Querci, per la stesura finale del contratto con gli italiani. E c’è chi giura di aver sentito dire da uno dei direttori più vicini a Berlusconi: “secondo me vuole arrivare a questa decisione da solo, quando smetteranno di suggerirglielo tutti”. Lo stesso Berlusconi non perde occasione televisiva per profondersi in elogi del solo Letta, delle sue capacità di lavoro e di guida del governo: l’altra sera

            all’ con Claudio Martelli si è addirittura lasciato andare in una battuta sul fatto che spesso i ruoli tra lui e Letta sono ribaltati, ed è Berlusconi stesso ad assistere il suo braccio destro e non viceversa.

              Del resto la celebre discesa in campo arrivò ufficialmente un bel giorno a mezzo videocassetta “L’Italia è il Paese che amo”, ma solo dopo settimane di tira e molla, quando i sondaggi avevano ormai preconizzato che sarebbe stata una scelta felice. Questa volta, è il ragionamento di Crespi, siccome è improbabile che entro marzo i sondaggi segnino il capovolgimento di una tendenza elettorale che pare ormai scritta, Berlusconi potrebbe fare l’ultimo rush di campagna solo per Forza Italia, con le mani ancora più libere di attaccare frontalmente gli alleati. Si spiegherebbe così anche la scelta dei confronti e dell’immanenza televisiva, di una campagna elettorale imboccata davvero a passo di carica: nel ricordare che non si sta discutendo di questo o quel fatto preciso, ma che si sta decidendo il futuro dell’Italia, Berlusconi impone di nuovo la sua presenza come “sacrificio” per il Bene comune, e perciò simbolicamente la pone “in offerta” persino al duello televisivo, persino alla comparsata tra Bonolis e Laurenti (in attesa di quella tra le nuvole per il caffè…). Preannuncio forse del vero sacrificio, quando, indicando il nome di Letta come leader della coalizione, proverebbe almeno, come auspica Giuliano Ferrara, “a riuscire a scrivere il finale”.