“Blade Ranner” E adesso il Cavaliere pensa all’incompatibilità tra le cariche

22/02/2006

    mercoled� 22 febbraio 2006

    Pagina7 – Primo Piano

      IN VISTA DELLA DIFFICILE COMPILAZIONE DI LISTE
      CHI E’ AL GOVERNO DOVRA’ LASCIARE IL SEGGIO PARLAMENTARE

      E adesso il Cavaliere pensa
      all’incompatibilit� tra le cariche

        retroscena
        AUGUSTO MINZOLINI

          ROMA
          L’idea Silvio Berlusconi l’ha maturata a poco a poco e pi� passano i giorni e pi� si sta trasformando in un’opzione obbligata. Qualche giorno fa, poi, l’ha spiegata come una regola da introdurre al pi� presto al segretario della nuova Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi. �Credo – � stato il ragionamento che il premier ha fatto al suo interlocutore – che sia venuto il momento di stabilire un’incompatibilit� tra la carica di ministro e di sottosegretario e il mandato parlamentare. Se vinciamo le prossime elezioni, infatti, potremo probabilmente contare solo su poche decine di voti di maggioranza. Per cui per tenere in piedi il governo avremo l’esigenza di poter schierare in ogni momento tutti i voti che riusciremo a conquistare in Parlamento. Non possiamo, quindi, permetterci il lusso che dei parlamentari siano costretti ad assentarsi per impegni ministeriali. Ecco perch� l’incompatibilit� � quanto mai opportuna. Potremmo cominciare ad adottarla come regola di coalizione e in un secondo momento codificarla in una legge dello Stato: basterebbe dare a ministri e sottosegretari lo stesso compenso che hanno deputati e senatori e allargare anche a loro l’immunit� parlamentare�.

          Vizzini
          Quindi, quella che per ora � solo un’ipotesi potrebbe trasformarsi presto in realt�. E addirittura potrebbe aiutare il Cavaliere a gestire senza grossi traumi il problema delle liste elettorali. Una questione che pi� si avvicina la data fatidica della loro presentazione e pi� diventa delicata. Carlo Vizzini che sta mettendo insieme la rete di alleanze del centro-destra, ad esempio, si � accorto che per accontentare tutti i suoi interlocutori la coalizione dovrebbe portare in Parlamento almeno 380-400 deputati. La lista dei partiti collegati con il Cavaliere, infatti, si allunga di giorno in giorno. Problemi di posti non li ha solo Berlusconi, ma anche i suoi partner pi� stretti: Pierferdinando Casini, che vuole rinnovare almeno per il 60% i gruppi parlamentari del suo partito, ha bisogno di creare le condizioni per un �turnover� tra Parlamento e governo e lo stesso discorso vale anche per Gianfranco Fini.

          Operazioni del genere si possono condurre in porto senza incidenti – e senza perdere dei pezzi per strada – solo se si ha la possibilit� di promettere ai possibili �silurati� dei ruoli diversi. E l’incompatibilit� potrebbe essere la strada giusta per rendere tutto pi� semplice: ad esempio, anche i candidati che fossero posti negli ultimi posti della lista – e che quindi avrebbero meno chance di farcela – in caso di vittoria potrebbero entrare in Parlamento in un secondo momento, prendendo il posto di chi tra gli eletti fosse chiamato ad assumere una carica di governo. �Il presidente – racconta Mario Valducci, uno degli strateghi del Cavaliere – � stato molto chiaro nei colloqui privati che ha avuto con tutti noi: chi andr� in Parlamento deve sapere che se vuole entrare nel governo deve mollare il seggio�.

          Un discorso che potrebbe tornare utile al premier anche per un altro scopo: quello di responsabilizzare di pi� i membri del suo gabinetto. In questi cinque anni, infatti, la maggior parte delle sostituzioni di ministri e sottosegretari nel governo Berlusconi sono state dettate pi� che dagli equilibri della coalizione da una certa leggerezza nei comportamenti e, soprattutto, nelle dichiarazioni di alcuni ministri e sottosegretari. Ci sono stati i casi del sottosegretario Taormina, del ministro Scajola e, in ultimo, del ministro Calderoli. Tutti sono stati costretti a lasciare l’incarico di governo per aver detto, o fatto, qualcosa di troppo. Ebbene, nelle intenzioni del premier, l’idea di privare i membri del governo di quel �paracadute� che potrebbe essere il posto in Parlamento punta anche a rendere il nuovo esecutivo pi� disciplinato e i suoi componenti pi� attenti.

          Cicchitto
          Ovviamente non tutti sono convinti che �incompatibilit� tra cariche di governo e di partito sia opportuna. Anche tra i consiglieri del premier c’� chi nutre qualche dubbio. �Forse – spiega Fabrizio Cicchitto – potrebbe andar bene per i sottosegretari, mentre per i ministri ho qualche riserva�. E Maurizio Lupi, altro esponente di Forza Italia molto ascoltato dal Cavaliere, traccia il bilancio delle volte in cui l’�incompatibilit� � stata applicata nella storia politica di questo Paese per storcere un po’ la bocca.

          La Dc
          �Quando la Dc l’applic� ai suoi membri di governo – ricorda – non funzion�. Anzi fin� per esporli alle scorrerie delle procure. Anche in Forza Italia non ha dato i risultati sperati tant’� che l’indicazione che era stata data di applicarla per i ruoli di assessori e consiglieri regionali almeno in Lombardia e in Veneto � stata disattesa. Certo se l’incompatibilit� fosse codificata per legge dando anche ai membri del governo l’immunit� parlamentare il discorso potrebbe essere diverso. Ma questa strada richiede del tempo�. Insomma, dubbio e riserve ma non sarebbe la prima volta che il Cavaliere decide da solo.