Blackout. I francesi accusano

29/09/2003




29 Settembre 2003

PARIGI: DOVETE COSTRUIRE NUOVE CENTRALI
I francesi accusano «E’ Roma l’anello debole della catena»
Il presidente di Rte: «Sulla nostra rete non è successo nulla
Il flusso di energia verso il vostro Paese non si è mai interrotto»


reportage/2

Cesare Martinetti
corrispondente da PARIGI

ITALIANI, costruite nuove centrali». Si conclude con questa dichiarazione perentoria e un po’ polemica di André Merlin, presidente di Rte, la società che distribuisce l’energia elettrica francese, un giorno ad alta tensione tra Francia a Italia alla ricerca delle cause del blackout. In mattinata i francesi avevano ammesso una breve interruzione della fornitura di energia elettrica verso l’Italia alle 3,25. Un problema «grave e inatteso», probabilmente «dovuto a un temporale nel sud della Francia», avevano detto.
Più tardi, però, Parigi ha cambiato versione. «Indagini più approfondite – ha fatto sapere Rte – ci hanno mostrato che in realtà non ci sono stati cortocircuiti dovuti a un fulmine sulle nostre linee». Ciò significa che il flusso di energia elettrica tra Francia e Italia non si è mai interrotto. E’ successo invece che l’Italia ha bloccato la ricezione dell’energia per una «messa fuori tensione sulla sua rete che ha provocato il colossale black out».
Insomma la Francia si chiama fuori. Sulla rete francese non è successo nulla. L’autosufficienza energetica di cui il paese gode grazie alla fitta rete di centrali nucleari non ha subito nemmeno un minuto di panne. I forti temporali della notte nel sud – e meteo France aveva lanciato un allarme di grado elevato – non hanno in realtà prodotto nessun disagio. Pioggia a parte. Non si è nemmeno verificato quanto invece era accaduto nell’emergenza della calura estiva quando il breve black out di fornitura aveva provocato l’interruzione di energia nel nostro paese. Allora Edf (éléctricité de France) aveva ammesso la défaillance, precisando però che le autorità italiane erano state avvertite. Niente di tutto ciò l’altra notte. Non solo, dicono a Rte, che quand’anche ci fosse stato un cortocircuito a causa di un fulmine, il sistema automatico garantisce l’interruzione e subito l’immediato ripristino sulla linea. Niente. Nella notte tra sabato e domenica è accaduto qualcos’altro che al momento non è ancora stato individuato, ma che i francesi collocano con sicurezza in Svizzera.
Hervé Laffaye, direttore di Rte, ha detto in serata che «ci vorrà un po’ di tempo avere un quadro completo dell’incidente». Nei prossimi giorni ci sarà una riunione tra Francia, Svizzera e Italia, per mettere insieme le informazioni e studiare le soluzioni per evitare che il guaio si ripeta. Ma i francesi tendono a scaricare tutti i problemi sull’Italia. I tre Paesi, insieme con Austria e Slovenia, si riuniscono periodicamente per «determinare il livello da raggiungere nelle forniture in modo da garantire il livello di sicurezza in Italia». In questo sistema europeo, secondo i francesi, il nostro Paese fa la parte dell’anello debole della catena.
Per spiegare un blackout così disastroso e prolungato in Italia, gli esperti francesi ricorrono all’immagine dell’effetto domino: «E’ come un castello di carte: ne tocchi una e crollano tutte le altre». Una volta avvenuto l’incidente, ricostruire il sistema è un lavoro lungo, complicato e rischioso perché un minimo contatto, riproduce immediatamente il blackout. Tuttavia i francesi riconoscono agli italiani di aver riattivato il sistema a «buona velocità».
Provare a capire che cosa davvero è successo significa inoltrarsi in una giungla tecnica di difficile comprensione. Ci penseranno gli esperti. Ma al di là dell’incidente dell’altra notte e dalle cause che possono averlo provocato, secondo Parigi resta il problema di fondo e cioè una debolezza strutturale italiana nella rete di interconnessione. Lì si deve intervenire, come peraltro chiede anche l’Europa per una questione di sicurezza dell’intero sistema. «Con Grtn (il gestore della rete italiana) abbiamo da tempo progetti per rafforzare l’interconnessione. Dobbiamo andare avanti», dicono i francesi.
Il blackout italiano si è trasformato in un gigantesco spettacolo di colore sui telegiornali francesi della sera, anche perché coincideva con la «notte bianca» romana, un’idea che Veltroni ha copiato da Parigi. Qui, l’anno scorso, la festa s’era conclusa con l’accoltellamento del sindaco Delanoe (per fortuna non grave); quella romana con il blackout. Per il prossimo anno bisognerà fare attenzione. Per quanto riguarda le colpe di tutto, i tg francesi non hanno dubbi: è stato un albero caduto in Svizzera sulle rete diretta in Italia. Loro, i francesi, non c’entrano nulla.
E così il presidente di Rte André Merlin in serata si sente in grado di polemizzare con l’Italia: «Hanno rifiutato il nucleare e devono comprare il 20 per cento del fabbisogno all’estero. Se l’Italia vuole davvero evitare i black out deve raffarzare le interconnessioni e costruire nuove centrali».