Black-out improvviso, choc per sei milioni d’italiani

27/06/2003


27 Giugno 2003

AUMENTANO LE PROTESTE PER IL MANCATO AVVERTIMENTO

Black-out improvviso, choc per sei milioni d’italiani
Polemiche per la carenza di informazione. Confindustria chiede i danni

Flavia Amabile

ROMA
Sei milioni di italiani si sono fermati ieri per il black-out deciso all’improvviso dai gestori della rete creando fortissimi disagi per i cittadini che sono stati informati male e in ritardo, ma tutti gli altri non pensino di averla fatta franca: altri sei milioni saranno colpiti dal black-out di oggi, altri sei lunedì prossimo e così via finchè sarà necessario.
L’interruzione del servizio è stata a macchia di leopardo, ha riguardato, per 20 minuti, anche il Senato durante l’intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per un massimo di un’ora e mezza si sono fermate aziende, uffici e normali cittaidni da nord a sud. Danni? Tanti. La Confindustria ha preannunciato la possibilità da parte delle imprese, di ricorrere alle vie legali per chiedere il risarcimento dei danni. «Risulta evidente – ha affermato il vice presidente, Giuseppe Prezioso – che gli stacchi di carico eseguiti dal Grtn (Gestore della rete di trasmissione nazionale) vanno ben oltre le reali necessità del sistema». Secondo Prezioso, «a fronte dei gravi problemi che derivano da una tale gestione della scarsità di offerta di energia elettrica, dobbiamo pertanto quantificare i danni che ne possono derivare al sistema delle imprese e, laddove si accertino delle eventuali responsabilità in tal senso, valutare l’opportunità di intraprendere azioni legali per il conseguente risarcimento dei danni».
Una situazione che rischia di ripetersi anche oggi visto che il caldo torrido non accenna a diminuire. Basterebbe un grado di temperatura in meno per ridurre di 500 mw il fabbisogno elettrico, tre gradi in meno circa per ottenere i 1500 mw di risparmio raggiunti oggi al prezzo di mille disagi per l’intero Paese. Ma le previsioni non lasciano sperare. «Nel pomeriggio le cose miglioreranno grazie all’arrivo di temporali in alcune zone ed all’inizio del weekend, che potrebbero far diminuire i consumi di elettricità – ha avverito il Dipartimento di Protezione Civile nella serata di ieri – Sabato e domenica la situazione sarà migliore per merito degli uffici chiusi, ma lunedì sarà ancora una giornata a rischio».
Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha rivolto un appello agli utenti perchè evitino sprechi di elettricità e ricorrano a un uso razionale dell’energia perchè «pur se la situazione è contingente, è purtroppo capace di ripetersi». E al Grtn chiede di indicare, nel limite del possibile, «turni e ore delle possibili nuove sospensioni».
E’ questo infatti uno dei motivi di polemica, l’annuncio del black out alle nove di mercoledì sera. «Una vergogna – tuona Carlo Rienzi, presidente dell’Adiconsum, associazione di difesa dei consumatori – la legge prevede che in casi simili vi sia un’informazione adeguata per garantire la diffusione della notizia». L’Adiconsum e le altre associazioni hanno annunciato anche loro una pioggia di ricorsi e rimborsi con una richiesta di risarcimento di 100 milioni di euro. Rienzi si è rivolto alla Procura di Roma e un ricorso all’Ue per sanzionare il gestore perché è tenuto a garantire la fornitura senza interruzioni.
Forte il «disappunto» anche di Guido Bertolaso, capo del Dipartimento di Protezione Civile, che ha avuto ieri un colloquio di 40 minuti con i vertici della Grtn. «C’è stato un problema di informazione» ha detto al termine della riunione Bertolaso senza mezzi termini, esprimendo il suo «disappunto» perchè «siamo stati informati dalla stampa».
Si è poi scatenata una violenta polemica politica tra maggioranza e opposizione. Il ministro Marzano ha accusato i Verdi di essere corresponsabili della situazione che si è creata nel settore e ha ricordato l’attività svolta in questi mesi dal suo ministero: «Ho fatto cinque interventi normativi, ho autorizzato l’erogazione di 12 mila mw in più, sto facendo gasdotti in Algeria e in Italia, ho fatto il decreto salvacentrali.. Ma, ammette, «ho saputo del fatto a cose avvenute».
«Propaganda», è la risposta di Ermete Realacci, presidente di Legambiente e onorevole della Margherita. «L’inerzia e l’indolenza del governo, speriamo in buona fede, ci hanno portato a sprecare il corrispondente energetico di tre megacentrali. Le giustificazioni offerte dal ministro Marzano al black out che sta mettendo in ginocchio l’Italia sono risibili e immediatamente sconfessabili. Marzano e il governo Berlusconi oggi reclamano la costruzione di altre centrali e ci vengono a dire di non usare l’ascensore, ci rimproverano di aver fatto le cicale: ma se solo si fossero applicati due decreti, già pronti dal 24 aprile 2001, avremmo risparmiato nel 2003 cinquecento megawatt corrispondenti a una megacentrale e nel 2006 saremmo arrivati a risparmiare circa millecinquecento megawatt di potenza elettrica, corrispondenti a due mega centrali». Secondo l’ex ministro dell’Industria Enrico Letta un braccio di ferro fra il ministro dell’Economia Tremonti e Marzano «blocca da un anno e mezzo il completamento di quelle riforme necessarie per dare sicurezza agli approvvigionamenti energetici e costi più bassi ai consumatori». Ancora più chiaro Salvatore Bonadonna, capogruppo di Rifondazione Comunista alla Regione Lazio: «Quello che sta accadendo serve al Governo per accelerare l’applicazione del decreto sblocca-centrali».