Biologico e gdo saldano l’unione

03/06/2004



 
 
 
 
    ItaliaOggi Economia e Politica
    Numero 132, pag. 6 del 3/6/2004
    Autore: di Giovanni Galli
 
    Biologico e gdo saldano l’unione
 
    Ccpb: dal 2006 il 55% del bio nelle grandi catene.
 
    I prodotti biologici non soffrono la contrazione dei consumi, al contrario gli operatori della grande distribuzione organizzata hanno registrato per il 2003 e per i primi mesi del 2004 un aumento delle vendite, confermando così la volontà di tenere il biologico tra le loro referenze.

    Secondo gli produttori e operatori intervenuti a Bologna alla tavola rotonda del Consorzio per il controllo dei prodotti biologici (Ccpb), nel 2006 il 55% di tutto il biologico venduto passerà attraverso i canali della gdo. A proiezione di un trend che in pochi anni ha portato dal 5 al 30-35% odierno la quota di mercato presente sugli scaffali della distribuzione moderna per un business da 1.800 milioni di euro.

    Una grande realtà come Coop Italia, presente al dibattito del Ccpb, ha sottolineato che i prodotti biologici sono disponibili sugli scaffali di tutti i 1.260 iper e supermercati del gruppo e che il biologico ha registrato un fatturato 2003 di 160 milioni di euro (circa 320 miliardi di lire) e un incremento delle vendite del +3% nei primi quattro mesi del 2004.

    ´I maggiori volumi trattati e l’ottimizzazione della logistica permettono di limitare il differenziale tra i prezzi dei prodotti convenzionali e quelli dei prodotti biologici, favorendo il consumo di questi ultimi’, ha evidenziato Roberto Fiammenghi, direttore acquisti alimentari Coop.

    Secondo Roberta De Natale, responsabile qualità di Auchan-Sma, ´le grandi reti distributive, con il controllo della filiera e la creazione di marchi propri per il bio, svolgono a loro volta un ruolo di vigilanza e di tutela sui produttori’.

    L’attenzione delle istituzioni alle tematiche del biologico e le linee guida sono al centro degli interessi del dicastero delle politiche agricole: Luca Bellotti, delegato del ministro Gianni Alemanno ai problemi del biologico, ha annunciato al convegno che entro l’estate verrà creato un marchio nazionale a difesa delle produzioni bio.

    Su un altro fronte, Guido Tampieri, assessore all’agricoltura per l’Emilia Romagna, è intervenuto al convegno Ccpb per sottolineare il legame fra agricoltura biologica e qualità della vita e ha fortemente criticato il principio europeo di coesistenza fra ogm (organismi geneticamente modificati) e biologico. (riproduzione riservata)