Bingo, un lavoro d’azzardo

16/02/2001
   

16 Febbraio 2001

Bingo, un lavoro d’azzardo
Gli Lsu impiegati per la tombola nazionale. Ma restano precari
ANTONIO SCIOTTO

Il loro compito sarà ben definito: vendere le cartelle, estrarre i numeri facendo girare le palline, pagare i premi ai vincitori. Alcuni di loro saranno assegnati al riassetto della sala del Bingo, la nuova tombola nazionale, dopo che gli incontentabili giocatori italiani, non sazi di Lotto, Enalotto e simili, saranno usciti. Poco definito, invece, appare il loro futuro lavorativo. I prossimi croupiers nazional popolari sono oggi dei Lavoratori socialmente utili (Lsu), domani dei lavoratori interinali, fra un anno chissà. Forse disoccupati.
Nel corso di quest’anno apriranno in Italia 420 sale del Bingo, che daranno lavoro a 13.000 persone: 4000 di queste dovrebbero essere Lsu, attualmente impiegati in vari enti pubblici o para pubblici, pagati 850.000 lire lorde al mese coi soldi dello stato. In ciascuna sala potranno entrare dai 300 giocatori in su, verranno vendute cartelle a 3000 o 6000 lire e poi si giocherà a tombola, con un montepremi che sarà ripartito tra una "cinquina" (8% dell’incasso di una singola partita) e il "Bingo" (50% dell’incasso). Il 20% va all’erario, il 3,80% ai Monopoli di stato, il resto al concessionario dell’esercizio, un privato. Il macchinario, ben congegnato, si "inceppa" appena si arriva ai lavoratori.
Italia Lavoro, l’agenzia governativa che gestisce gli Lsu, sta inviando in questi giorni migliaia di lettere per la convocazione e la selezione dei futuri impiegati. Il problema, però – lo rileva un’interrogazione parlamentare del deputato verde Paolo Cento al ministro delle finanze e a quello del lavoro – è che questi Lsu salteranno da un precariato all’altro. Verranno assunti attraverso un’agenzia interinale, con contratti di 12/18 mesi. In base al decreto 81/2000, saranno obbligati ad accettare il lavoro presso il Bingo, pena il licenziamento dall’attuale impiego e la decadenza da ogni trattamento assistenziale e previdenziale.
E se invece accettano? Il loro futuro sembra altrettanto incerto, in quanto, come denuncia lo Slai Cobas, "se alla fine del contratto temporaneo questo non dovesse trasformarsi in assunzione stabile i lavoratori avrebbero comunque perso la possibilità di rientrare nei progetti Lsu: svolgere un lavoro di 12 o più mesi comporta infatti la cancellazione dai progetti". A questo punto può garantire Italia Lavoro che tutti i lavoratori, dopo il "limbo" di un anno interinale, avranno un contratto a tempo indeterminato? O si continuerà coi contratti interinali?
Inoltre, come scrive Cento, "l’operazione verrà incentivata e finanziata dal Fondo nazionale per l’occupazione, dai 3 ai 18 milioni per ciascun Lsu". Il deputato verde chiede ai ministri "se non ritengano necessario intervenire per impedire l’ingente finanziamento pubblico alle società interinali e alle società di Bingo in cambio di posti di lavoro precari". Oggi è anche la giornata nazionale di sciopero degli Lsu: evidentemente hanno più di un motivo per protestare.