Bingo, la sfida della società dei calciatori

24/09/2002



24 settembre 2002

L’obbiettivo: rilanciare il gioco, entrato in crisi, e chiedere «pari dignità per tutti». La replica: i problemi si risolvono uniti

Bingo, la sfida della società dei calciatori


Un secondo consorzio contro il gruppo egemone. Coinvolti anche giocatori come Del Piero e Gattuso

      ROMA – La rivolta è partita da Parma. Adesso i rivoltosi del Bingo sono già 41, da Udine a Napoli. Tutti riuniti nel «Consorzio nazionale sale Bingo», che ha deciso di dichiarare guerra alla potente Formula Bingo. E non sarebbe un fatto tanto singolare, se non fosse condito anche da un curioso particolare. Per una serie di coincidenze, nella lista dei 41 ci sono società che gestiscono sale nelle quali hanno interessi, diretti o indiretti, personaggi del calcio e dello spettacolo. Nomi come quelli del difensore del Parma Antonio Benarrivo, degli attaccanti della Juventus Alessandro Del Piero e dell’Inter Nicola Ventola, del mediano del Milan Rino Gattuso, di Federica Sacchi, figlia dell’ex allenatore del Milan e della Nazionale Arrigo Sacchi, e di Paolo Brosio. Il primo atto concreto di belligeranza è stato un incontro fra il presidente del Consorzio, Vincenzo La Ventura, e il sottosegretario alle Finanze Manlio Contento, esponente di Alleanza nazionale. Tema: come rilanciare un gioco che è appena partito ed è già moribondo. Soprattutto, «garantendo pari dignità a tutti gli operatori del mercato». Messaggio inequivocabilmente diretto al presunto strapotere di Formula Bingo.
      Presieduta dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, Formula Bingo fa capo a Luciano Consoli. Quando la società nacque venne subito sottolineata la cordialità di rapporti fra l’ex editore della
      Voce e l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, affibbiando così all’iniziativa anche un’etichetta «politica». All’iniziativa parteciparono anche la Confcommercio e il gruppo Adn Kronos di Pippo Marra, considerato uno dei migliori amici dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. E fu un clamoroso successo: alla gara per le sale Formula Bingo conquistò 213 concessioni su 415. Nell’operazione la società di Consoli ebbe un ruolo da intermediario. Chi voleva partecipare alla gara indetta dal ministero delle Finanze poteva farlo cioè attraverso Formula Bingo, a patto però di stipulare tre diversi contratti. Oltre a quello per la partecipazione alla gara, nel pacchetto c’erano anche quelli per i servizi. La società che avrebbe deciso di affidarsi a Formula Bingo si sarebbe anche impegnata a un rapporto di esclusiva per le forniture e a pagare i servizi offerti con un prelievo forfettario dell’1,50% su ogni cartella venduta, il cui prezzo è di 1,5 euro.
      Probabilmente non sarebbe accaduto nulla se tutto fosse filato per il verso giusto. Invece il Bingo si è subito rivelato un clamoroso flop. Molte sale sono deserte: chi va a giocare una volta raramente ritorna. Il motivo? Le vincite sono troppo modeste perché finora non è consentito il jackpot e mancano tutti gli ingredienti che hanno fatto la fortuna del Bingo in Spagna.
      I rivoltosi considerano la società di Consoli, a cui si erano completamente affidati, in parte responsabile del mancato decollo del gioco. E adesso, dopo aver contestato il pagamento a Formula Bingo di quell’1,5%, hanno deciso di dare vita a una vera e propria scissione. Non a caso il Consorzio che hanno costituito ha fra gli scopi statutari «la prestazione di servizi in favore dei concessionari». Ossia, esattamente lo stesso di Formula Bingo. Che cosa accadrà ora è difficile dire. Ma anche se in questa vicenda la politica non c’entra, almeno direttamente, c’è da giurare che il centrodestra non resterà insensibile al grido di dolore del Consorzio. Come Contento ha lasciato intendere.
      E Formula Bingo come reagirà? «I concessionari – dice Scotti – hanno firmato un contratto e accettato certe condizioni. E non vedo che cosa ci possa entrare il governo in un contratto fra privati. Sappiamo che qualcuno è in difficoltà e se c’è chi non è in grado di far fronte agli impegni assunti per problemi oggettivi, non credo che Formula Bingo si mostri insensibile». Continua l’ex ministro: «Come associazione ci siamo già mossi presso il governo e siamo fiduciosi che presto il Bingo sarà rilanciato. I problemi non si affrontano dividendosi, ma unendosi ancora di più».
Sergio Rizzo


Interni