Bingo, in Italia allarme per le sale

25/07/2001

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Bingo, in Italia allarme per le sale
"A dicembre non saranno pronte"

La denuncia di Consoli: poco tempo per adeguare i locali

FRANCO MONTINI


roma – Il conto alla rovescia è cominciato: la settimana scorsa sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato l’elenco definitivo per l’assegnazione delle 420 licenze Bingo. Come prevede la legge, la sale designate hanno a disposizione 150 giorni per diventare concretamente operative. Insomma prima di Natale il Bingo dovrebbe essere realtà. Ma il condizionale è d’obbligo, perchè ostacoli e problemi non mancano.
Anzitutto ci si chiede se cinque mesi saranno sufficenti per ristrutturare e trasformare in sale Bingo una serie di cinema attivi o dismessi, garage, supermarket, alberghi, discoteche.
I risultati della graduatoria stilata dall’apposita commissione insediata dai Monopoli sono tutt’altro che confortanti: in base ad una serie di criteri che riguardavano il progetto, l’ubicazione e i servizi delle varie sale concorrenti, il punteggio massimo di 100 punti non è stato raggiunto, e neppure sfiorato, da nessuno. La media ottenuta dalle sale vincitrici è stata, come si può rilevare dalla tabella pubblicata qui sopra ed elaborata dall’esercente romano Roberto Parisi, piuttosto bassa e non sono mancate sale, che, pur promosse, hanno ottenuto un punteggio bassissimo. E’ il caso di una sala di Crema che ha ottenuto la licenza con soli 9 punti. In base alla densità della popolazione e alla sua predisposizione al gioco, misurata sulla partecipazione a Enalotto e SuperEnalotto, il concorso, infatti, prevedeva un certo numero di sale per ogni provincia, senza l’indicazione di un punteggio minimo per ottenere la licenza. C’è da pensare che i lavori necessari nelle sale a basso punteggio non siano affatto indifferenti.
Inoltre, nonostante a Lucca, a scopo dimostrativo sia stata allestita dalla società Snai una prima sala Bingo, altre tempeste sono in arrivo. Oltre ad una serie di ricorsi annunciati o già presentati, «il fatto è – afferma Luciano Consoli, vicepresidente di Formula Bingo, cui fanno capo ben 214 delle 420 sale assegnatarie – che nel momento di rendere operativi i progetti approvati ci stiamo scontrando con una serie di impedimenti burocratici che nascono dagli Enti Locali, dal Comune, dalla Asl. Ad esempio, in molte città per trasformare un cinema in sala Bingo è necessario modificare il Piano Regolatore. Tutto ciò comporta tempi biblici ed è prevedibile che saranno poche le sale in grado di essere pronte entro metà dicembre».
Consoli chiede anche l’apertura di uno sportello a cui rivolgersi per un’infinità di problematiche che nascono inevitabilmente nella realizzazione dei vari progetti. «Non si può pensare che un imprenditore si impegni in un progetto plurimiliardario rischiando di essere successivamente bocciato dalla commissione designata al collaudo».
Un’altra complicazione è rappresentata dal passaggio dalla lira all’euro: si può pensare che le sale Bingo aprano a fine anno con una contabilità calibrata sulla nostra attuale moneta per essere costrette, dopo pochi giorni, a convertire tutto il sistema nella moneta europea? La torta del Bingo, insomma, pur assai appetibile, come dimostrano le 1348 domande pervenute, e le previsioni che stimano in 4.000 miliardi la raccolta per il primo anno e in 6.500 per il secondo, non è esente da rischi. Ci si domanda ad esempio se le 420 sale destinate ad aprire a fine anno, cui dovrebbero aggiungersene altre 380 dopo sei mesi, rappresentino un numero congruo. «Ogni previsione – afferma in proposito Maurizio Ughi della società Snai – mi pare azzardata. Al di là del numero complessivo, ciò che mi preoccupa è la densità e la concentrazione di alcune sale. Delle 27 sale Bingo previste nella città di Roma, sei di esse sono ubicate nello stesso quartiere, a poca distanza l’una dall’altra: difficile pensare che possano prosperare tutte». E infatti la sfida è già cominciata e si giocherà soprattutto nel settore dei servizi: per questo le grandi società che operano nel settore, oltre alle già citate Formula Bingo e Snai, ci sarà anche la spagnola Cirsa, che gestisce un circuito plurimiliardario in patria e in sudamerica, stanno già organizzando corsi di formazione per il personale, e nei loro locali offriranno ristorazione di vario tipo durante l’intero orario di apertura, previsto a da mezzogiorno a notte inoltrata, uno spazio per l’assistenza ai bambini, sistemi di sicurezza collegati con questure e commissariati.