Bingo: In arrivo la supertombola

23/04/2001

All’inizio di maggio l’aggiudicazione delle prime 420 sale Bingo

In arrivo la supertombola

MILANO. Quattrocentoventi vecchi cinema, discoteche in crisi e saloni di vario uso tra pochi giorni potranno iniziare i lavori di
ristrutturazione e trasformarsi in sale Bingo, l’ultima trovata dell’industria dei giochi (e del ministero delle Finanze) per divertire gli
italiani e fare spendere una valanga di miliardi. Non subito, certo, ma quando il Bingo sarà a regime potrebbero essere anche 8mila
all’anno, con un introito per l’Erario di poco più del 20 per cento.

In attesa che migliaia di connazionali provino questa super-tombola già ampiamente sperimentata in Spagna e Gran Bretagna (se il nostro comportamento sarà simile, saranno soprattutto le donne di mezza età a riversarsi nelle sale), il business è già esploso. Sono sorti i Bingo service provide?, cioè società specializzate nella consulenza economica, finanziaria, gestionale e anche architettonica, che in cambio di circa l’1% dei proventi accompagneranno i vincitori della gara – l’esito è atteso per la prima settimana di maggio – lungo la nuova avventura imprenditoriale.

Ma quanto rende una sala Bingo? Secondo Cirsa, la multinazionale spagnola leader del settore, che tra l’altro sta trattando la cessione del 50% delle sue attività spagnole a Lottomatica e che in Italia ha fatto richiesta per 40 sale tramite Playservice (sarà di gran lunga il primo operatore, se dovesse aggiudicarsele tutte), si tratta di un business di tutto rispetto. Una sala media, con 400 posti e 12 ore di apertura quotidiana, dovrebbe incassare una ventina di miliardi all’anno, da cui va detratta una quota di poco superiore al 70% per coprire il montepremi e i costi d’esercizio, mentre poco meno di un quarto se ne andrà in tasse, garantendo al gestore un utile ante imposte nell’ordine del 3-4%. li che significa 6-800 milioni lordi all’anno.

Resta da vedere se il generale calo del mercato dei giochi non sia destinato a rivedere al ribasso queste proiezioni. Ma un altro aspetto importante è la lotta alla disoccupazione. Gli addetti alle sale, compresi i servizi collaterali di ristorazione, pulizia e quant’altro, potrebbero portare a 50 assunzioni per sala e anche più, a seconda delle dimensioni e degli orari di apertura. Si potrebbe arrivare con facilità a 30mila nuovi posti di lavoro. Il Governo ne ha già prenotati almeno 5mila per i lavoratori socialmente utili, che finalmente potrebbero trovare un’occupazione davvero utile.
M. CAV.

LE SALE
La ripartizione territoriale

Piemonte 32
Valle d’Aosta 1
Liguria 13
Lombardia 77
Trentino Alto Adige 6
Veneto 33
Friuli Venezia Giulia 9
Emilia Romagna 31
Marche 11
Toscana 29
Umbria 7
Lazio 41
Campania 30
Abruzzo 9
Molise 2
Puglia 25
Basilicata 3
Calabria 11
Sicilia 32
Sardegna 10