Bingo, 100 sale a rischio

08/02/2002





Autorizzazioni e collaudi vanno a rilento ma il 13 marzo chi non � pronto perde la concessioneBingo, 100 sale a rischio
Sono state collaudate solo 83 strutture contro le oltre 400 richieste di apertura Martino Cavalli
MILANO – Dopo la crisi delle agenzie di scommesse, con la privatizzazione delle lotterie bloccata dai ricorsi al Tar, il settore dei giochi sta per fare i conti con l’ennesima "gatta da pelare": il Bingo. La corsa contro il tempo per l’apertura delle sale, infatti, si fa sempre pi� affannosa e almeno un centinaio di operatori non riuscir� a tagliare il traguardo in tempo. Il 13 marzo scadono infatti i 90 giorni di proroga, concessi dalla Finanziaria, per aprire le 414 sale di cui si parla ormai da mesi. Ma a tutt’oggi – malgrado una penale di mille euro al giorno – il quadro d’insieme � assolutamente deludente. Basti pensare che finora sono state collaudate solo 83 sale. Gli spagnoli della Cirsa, che si sono aggiudicati 36 concessioni e sono i leader del mercato, ne hanno aperto finora solo due. Va meglio il circuito Fomula Bingo (214 gestori indipendenti "affiliati", ridotti a 200 dopo le rinunce), con 46 sale gi� attive e altre 5 gi� collaudate. �Abbiamo gi� alcune decine di rinunce e delle oltre 400 sale prevediamo di assegnarne s� e no 300, perch� si � fatta avanti tanta gente che in realt� non aveva alcuna idea di come gestire questo business – dicono fonti dei Monopoli di Stato, che vedono una ulteriore proroga come una vera "iattura" -. Ma alla data del 13 marzo saranno pronte pi� o meno 200 sale, chi � in ritardo perder� la concessione, che verr� automaticamente attribuita a chi � inserito nella "seconda lista", gi� pronta, di 380 operatori�. Luciano Consoli, vicepresidente di Formula Bingo, arriva pi� o meno alle stesse conclusioni, anche se lo fa seguendo un percorso diverso. �Finora sono state collaudate 83 sale e mancano 30 giorni lavorativi alla scadenza del 13 marzo e stiamo andando avanti al ritmo di uno, due collaudi al giorno – spiega Consoli -. Anche aumentando il ritmo, � chiaro che per quella data possono arrivare al collaudo un massimo di 200/220 sale�. Una cifra che pu� aumentare ancora, considerando che fino alla data ultima � possibile continuare a chiedere il collaudo, ma che comunque rischia di lasciare per strada numerosi gestori. Anzi, come ammette lo stesso Consoli, � ormai una certezza. �Il problema si pone verso chi si trova con un avanzamento dei lavori magari dell’80%, o anche di pi� – aggiunge -. Con che coraggio si esclude un imprenditore che oltre agli investimenti gi� effettuati sta pagando mille euro al giorno di penale e che ha come unica colpa quella che il Comune, o magari la Asl, o ancora i Vigili del fuoco, non hanno rispettato i tempi per le varie autorizzazioni?� La richiesta, esplicita, non � tanto quella di una ulteriore proroga, quanto di una interpretazione "elastica" di quanto � gi� stato disposto. �Mettiamo subito fuori gli intrusi, quelli che non hanno mai veramente pensato di fare questo mestiere, e anzi facciamogli anche pagare una penale "salata" – conclude Consoli -, ma studiamo un sistema che non punisca ingiustamente quegli imprenditori che ce l’hanno messa tutta per rispettare i tempi e sono rimasti invischiati nelle pastoie della burocrazia�. Anche perch�, ricorda sornione il vicepresidente di Formula Bingo, in caso contrario c’� il rischio di innescare una pericolosa spirale di ricorsi al Tar che avrebbe come unico risultato quello di allungare ancora i tempi. A farne le spese, in questo caso, sarebbe soprattutto l’Erario, che dal Bingo – come del resto da tutti gli altri giochi – si aspetta un consistente afflusso di risorse. Il giro d’affari lordo previsto a regime per il gioco del Bingo � di 4 miliardi di euro. Il 58% delle giocate va a costituire il montepremi che viene diviso tra i giocatori che vincono, mentre il restante 42% viene cos� ripartito: all’Erario va il 20%, ai Monopoli il 3,8% per le attivit� di controllo e ai gestori delle sale il 18,2 per cento.

Venerd� 08 Febbraio 2002