Billè: troppe imposte locali, la pressione complessiva aumenta

07/03/2002





Billè: troppe imposte locali, la pressione complessiva aumenta
Luca Ostellino
ROMA – «Quando la riforma federalista sarà completata, gli italiani pagheranno più tasse o meno tasse di quante ne pagano ora?». E ancora: «Con risorse e poteri di gestione totalmente nelle mani delle Regioni, i cittadini avranno servizi migliori di quelli che lo Stato centrale è riuscito a offrire finora? E in quanto tempo e con quali costi?». Dopo aver fatto gli onori di casa, Sergio Billé ha introdotto la tavola rotonda sul federalismo, organizzata ieri a Roma da Confcommercio, riportando al centro del dibattito gli obiettivi concreti del progetto di riforma in senso federale dello Stato. Una riforma che, a suo avviso, rischia in questa fase di porre «problemi simili a quelli della Salerno-Reggio Calabria, con centinaia di cantieri aperti per un tempo indefinito, ingorghi stradali e costi alle stelle». Fuor di metafora, l’esempio usato da Billé per descrivere la difficile costruzione dell’edificio federalista è sicuramente efficace. Così come vanno a colpire il bersaglio i due interrogativi posti dal presidente di Confcommercio. Per ricordare il vero, primario, obiettivo del progetto di riforma, Billé ha illustrato il risultato di un’inchiesta che riporta i tempi di attesa per una semplice mammografia nelle strutture ospedaliere pubbliche delle principali città italiane. Rispetto a Francia e Germania, dove l’attesa non supera i tre giorni, in Italia si va dai 270 di Firenze ai 30 di Bologna e Bari, passando per medie che si aggirano intorno ai cento giorni di attesa. Quindi la prima domanda: la riforma federalista migliorerà questa situazione? Da qui alla questione del federalismo fiscale il passo è breve. Con il processo di devoluzione ancora in mezzo al guado, Billé sottolinea come i timidi segnali di riduzione del carico tributario rischino di essere del tutto vanificati dall’andamento del prelievo fiscale a livello locale, più che «triplicato» negli ultimi anni. Auspicando che l’attuazione del federalismo, con il relativo passaggio di poteri e risorse dallo Stato alle Regioni, rimoduli questo sistema di imposizione, «oggi a dir poco oppressivo», Billé non nasconde la preoccupazione per ciò che sta avvenendo nell’attuale lungo e tortuoso periodo di transizione. La terza questione sollevata dal presidente di Confcommercio riguarda proprio il pericolo che questa fase transitoria blocchi le attività ordinarie delle imprese. In attesa che il federalismo sia un fatto compiuto «il mercato non può vivere in un una specie di limbo». Per Billé è così necessaria una regolamentazione del periodo transitorio, che offra soluzioni sia sul fronte dei conflitti di competenza nell’attribuzione delle materie sia su quello dell’esercizio del potere sostitutivo.

Giovedí 07 Marzo 2002