Billè torna alla carica col tavolo sul Mezzogiorno

06/12/2004
    domenica 5 dicembre 2004
    pagina 19- economia

      PER CONFCOMMERCIO NECESSARI SGRAVI FISCALI, INFRASTRUTTURE, FONDI STRUTTURALI E POLITICHE DI COESIONE
      Billè torna alla carica col tavolo sul Mezzogiorno
      Follini conferma: Esecutivo pronto al dialogo

        ROMA
        Il documento inviato dalle organizzazioni sociali al governo per un rilancio del Sud, lo scorso 2 novembre, potrebbe sortire la rapida apertura di un tavolo operativo di confronto. A ricordare la questione è stato il presidente di Confcommercio Sergio Billè, e a confermare la disponibilità del governo, il vicepremier Marco Follini. «È ora che, per quanto riguarda gli interventi a favore del Mezzogiorno – ha detto Billè – Governo ed istituzioni escano finalmente dal porto delle nebbie». «Dobbiamo dare una risposta positiva e attenta a sindacati, Confindustria – ha replicato Follini – e a quelle associazioni che ci chiedono di riaprire un tavolo sul Mezzogiorno».

          Secondo Billè, in concreto, è necessario fare almeno 3 cose:

            1. FISCALITÀ DI VANTAGGIO: Il Sud – sottolinea Confcommercio – «si trova stretto tra problematiche irrisolte e la competizione costituita dai paesi dell’allargamento e e dalle economie emergenti». Fra gli aspetti «endemici» c’è un tasso di disoccupazione del 46,2% nella popolazione con età compresa fra i 15 ed i 64 anni (2003), un 17,7% degli abitanti in cerca di occupazione, una elevata vitalità imprenditoriale che però si scontra con una cronica inefficienza amministrativa. Il Mezzogiorno si scontra poi con le politiche fiscali aggressive dei nuovi competitori internazionali. Nel rispetto delle norme Ue, che impediscono tassazioni differenti in territori del medesimo Stato, secondo Confcommercio «l’unica manovra possibile è la creazione di condizioni favorevoli all’incremento occupazionale e ai nuovi investimenti»: attraverso la riduzione dell’Irap per le aziende che realizzano nuovi investimenti o incrementano la loro base occupazionale e prevedendo lo sgravio degli oneri contributivi per i nuovi assunti. Misure «indispensabili» e «urgenti».

              2. INFRASTRUTTURE: Secondo Confcommercio – che anche in questo caso riprende il documento di imprese e sindacati – per il Sud è necessario accelerare la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali e completare la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, integrandolo con le opere di connessione infrastrutturale del territorio meridionale. Destinare risorse annualmente, attraverso la legge Finanziaria, alle opere pubbliche, con particolare attenzione ai settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei rifiuti. Programmare le opere pubbliche tenendo conto delle specificità dei territori. Porre in primo piano il problema del degrado del territorio. Promuovere la partecipazione finanziaria del privato alla realizzazione e alla gestione delle opere.

                3. FONDI STRUTTURALI: Secondo l’organizzazione guidata da Billè con l’approssimarsi delle nuova fase di programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, il Governo deve rimettere al centro del confronto politico, economico ed istituzionale, questo tema. Perché vi è la diffusa preoccupazione di «una notevole riduzione delle risorse comunitarie causata dall’ingresso dei nuovi Stati membri». Per questo l’Esecutivo deve – per Confcommercio – «sostenere con decisione la proposta della Commissione europea di un tetto per le risorse proprie pari all’1,24 del Pil».

                  «Il Progetto Mezzogiorno presentato da Sergio Billè si inserisce sulla linea di priorità già individuata dal Governo per sostenere lo sviluppo del Sud» ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri.