Billè, su tutto pesa l’incognita greggio

19/03/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
066, pag. 3 del 19/3/2003

Billè, su tutto pesa l’incognita greggio

´L’impatto di un conflitto contro l’Iraq dipenderà soprattutto dall’andamento del prezzo del petrolio’. Lo ha sottolineato il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, ieri a margine della presentazione di un’indagine sulle aziende del terziario e la tecnologia informatica (si veda servizio a pag. 6). ´Molto dipende dall’andamento del petrolio’, ha detto Billè, ´se come dicono alcuni petrolieri dovesse arrivare a 80 dollari al barile allora salterebbero tutti i pennini del nostro sistema economico’. Secondo il centro studi di Confcommercio, se il prezzo del petrolio arrivasse fino a 75-80 dollari al barile, con un conseguente aumento del costo della benzina alla pompa del 50%, ci sarebbe uno scalino di aumento dell’inflazione di circa il 2,3%, e l’indice dei prezzi (attualmente al 2,6%) salirebbe al 4,9%. Se anche il costo del greggio si attestasse sui 40 dollari al barile, evidenzia lo studio, si avrebbe un aumento dell’inflazione dello 0,7%.

´L’unica via praticabile’, insiste Billè, ´è allora bloccare in maniera consistente, straordinaria, superiore a tutte le volte precedenti il carico fiscale oggi esistente sui prodotti petroliferi riducendo l’accisa’.

Secondo il presidente della Confcommercio, la guerra comporta altre tre incognite che saranno discriminanti per il futuro: la durata del conflitto, la spaccatura all’interno dell’Ue e il terrorismo. ´Cosa si intende per guerra breve?’, ha sottolineato Billè, ´e come inciderà la rottura sui programmi dell’Ue e sui lavori della Costituente?’.

C’è poi il rischio di attentati terroristici, ma ´qualunque siano gli sviluppi della guerra, il gap competitivo del nostro paese’, ha concluso Billè, ´resta un problema da risolvere e affrontare con urgenza, perché dalla guerra scaturirà sicuramente una fase più accentuata di concorrenza’.