Billè sfida la Confcommercio

07/02/2006
    sabato 4 febbraio 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 23

    Notificata ieri la citazione che denuncia come illegittimo il nuovo corso della Confederazione

      Bill� sfida la Confcommercio

        Chiesta al Tribunale di Roma l’invalidazione delle assemblee, entro giugno la prima udienza

        Vincenzo Chierchia

          ROMA- � battaglia legale su Confcommercio. Ieri � stato notificato a Piazza Belli l’atto di citazione che costituisce l’impugnazione per illegittimit� da parte di Sergio Bill� – assistito da Gianfranco Palermo, ordinario di diritto civile all’Universit� di Roma La Sapienza – del nuovo corso dell’organizzazione dei commercianti.

          La citazione verr� discussa a giugno dal Tribunale civile di Roma ma si tratta di un atto cui possono seguire anche tante altre iniziative anche a breve termine. Bill� ha impugnato la delibera assunta dall’assemblea del 21 dicembre 2005, nel corso della riunione che segu� la bufera giudiziaria che aveva investito il vertice della Confederazione. In quella seduta, preso atto dell’autosospensione del presidente per temporanea indisponibilit� all’incarico, l’assemblea decise di considerare l’iniziativa alla stregua di vere dimissioni, e nomin� reggente il vicepresidente vicario Carlo Sangalli.

          Successivamente gli organi confederali hanno deciso di riformulare il bilancio confederale inserendo il �fondo del presidente� finito nel mirino dei magistrati romani e di indire, per il 10 di febbraio, l’assemblea per eleggere il nuovo presidente ossia il successore di Bill�, che oggi si oppone per vie legali, dopo aver inviato numerose diffide contro le iniziative del reggente Sangalli e degli organi confederali.

          Nel frattempo Bill� ha dovuto fronteggiare ieri il crescere dell’opposizione interna nella Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi di cui � presidente dal 1988. Un gruppo di dirigenti ha tentato il ribaltone, ma la mossa non sembra aver sortito l’effetto sperato. La Fipe (5,53% dei voti assembleari) dovrebbe cos� continuare a restare sull’aventino rispetto al nuovo corso di Confcommercio.

          Se l’iniziativa di Bill�, sul piano civile, verr� accolta dai giudici capitolini, potrebbero decadere a cascata le iniziative assunte dalla reggenza di Confcommercio a partire dal 21 di dicembre e la reggenza stessa verrebbe invalidata. Dall’assemblea elettiva che si svolger� la prossima settimana – non riconosciuta da Bill� – potrebbe uscire un presidente sub judice. Ora le contromosse di Confcommercio saranno impostate, sul piano civile, dagli avvocati Andrea Di Porto e Giorgio Meo.

          Sul fronte penale Bill� – assistito da Giuliano Pisapia e Titta Madia – si � rivolto a Enrico Cavalieri, docente di economia aziendale all’Universit� di Roma Tor Vergata per una perizia sulla gestione dei fondi extra bilancio della Confcommercio finiti nel mirino dei magistrati capitolini in autunno. L’inchiesta, nella quale si ipotizza l’appropriazione indebita aggravata, ha coinvolto oltre allo stesso Bill�, anche altri 12 alti dirigenti della Confederazione (oltre all’immobiliarsta Stefano Ricucci). La perizia servir� a dimostrare che tutte le spese sono state fatte nell’interesse di Piazza Belli.

          Invece, anche il nuovo corso di Confcommercio ha proceduto alla costituzione di parte offesa nel procedimento penale, per iniziativa dell’avvocato Salvatore Catalano di Milano, incaricato da Sangalli e dagli organi confederali. � intenzione di Catalano di produrre ai pm di Roma (Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini) anche il lavoro sulla intera contabilit� del sistema Confcommercio in corso da parte della Price WaterhouseCoopers (il relativo incarico � stato contestato da Bill�).

          Per quanto riguarda la corsa alla presidenza, Sangalli resta favorito, mentre il trentino Gianni Bort sta serrando le fila della Lega di verona e delle Ascom che si riconoscono nel Manifesto per la nuova Confcommercio. In corsa per una vicepresidenza c’� anche Piero Blondi, presidente dei commercianti dell’Emilia-Romagna che ha da sempre propugnato la causa della questione morale nell’ambito della Confederazione.