Billè: per i consumi ormai è recessione

19/12/2002


            Giovedí 19 Dicembre 2002



            Billè: per i consumi ormai è recessione

            Rilevata in ottobre una crescita annua del 2% delle vendite al dettaglio – In difficoltà i piccoli negozi


            ROMA – I consumi continuano a ristagnare. In ottobre, secondo l’Istat, il valore corrente delle vendite al dettaglio è aumentato del 2% su base annua. Il dato destagionalizzato fa registrare un’espansione dello 0,6% (ma settembre ha accusato il peggior risultato degli ultimi due anni). L’andamento delle vendite sembra meno depresso al Nord (+2,4%), mentre al Centro e nel Mezzogiorno l’aumento è dell’1,6% appena. Sempre nell’ottobre 2002, alcuni gruppi merceologici sono stati comunque caratterizzati da aumenti tendenziali di discreta consistenza: tra questi, gli alimentari (+3,1%), l’elettronica di consumo (radio, tv, registratori e informatica sono saliti del 2,1%) e l’abbigliamento (+2%). A crescere di meno sono invece cartoleria, libri e giornali (+0,3%). Non si segnalano tuttavia comparti in diminuzione. Come al solito, la grande distribuzione è quella che sta parando meglio i colpi della crisi e incasella un aumento del 6,3%, mentre le imprese che operano su piccole superfici hanno visto limitarsi l’incremento ad un pallido 1,1%. Nell’ambito della grande distribuzione, i risultati migliori sono stati conseguiti dagli ipermercati (+7,5%) e dai supermercati (+7,1%), Bene anche hard discount (+3,4%) e grandi magazzini (+6,5%). Nei primi dieci mesi del 2002 le vendite sono salite complessivamente dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, con una punta del 2,6% per gli alimentari e un minimo dell’1,3% per i comparti non food. L’incremento è del 3,9% per la grande distribuzione e dell’1,2% per le imprese che operano su piccole superfici. I commercianti protestano. I dati delle vendite al dettaglio di ottobre «non ci portano a parlare di aumento ma addirittura di stagnazione se non addirittura di recessione» ha detto il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, secondo il quale «se depuriamo i dati di ottobre dalla componente inflattiva, abbiamo una diminuzione dei consumi dello 0,1%». Secondo Billè «questo dato è più consistente nelle piccole e medie imprese commerciali. Il 2003 dovrà riconsegnarci una politica del tutto nuova se vogliamo evitare la scomparsa di alcune imprese e la non crescita del sistema economico». «Le vendite del piccolo commercio in ottobre registrano un calo reale dell’1,6% – ribatte Marco Venturi, presidente di Confesercenti -. Nel corso dei primi dieci mesi dell’anno le piccole superfici si attestano su un -1,2% ed è evidente la lunga crisi vissuta dai commercianti, colpiti da un forte calo dei consumi e dalla spietata concorrenza della grande distribuzione. Le risposte alla necessità di rilancio dei consumi sono state finora nulle, così come sono state disattese le richieste di interventi. Natale sarà fiacco con un calo del 2,8% rispetto allo scorso anno. Si profila la chiusura di decine di migliaia di imprese commerciali».
            VINCENZO CHIERCHIA
            ELIO PAGNOTTA