Billè, necessario rilancio economia

11/11/2005
    giovedì 10 novembre 2005

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        l presidente di Confcommercio lancia monito

        Billè, necessario rilancio economia

        ´Bisogna rilanciare l’economia italiana’. Lo ha affermato il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, durante un convegno dei Ds, aggiungendo che ´il tempo delle scelte da fare per il rilancio del nostro sistema economico sta finendo, anzi è proprio agli sgoccioli’, e ´i nodi da sciogliere sono parecchi’ come ad esempio il problema della delocalizzazione industriale. Secondo il numero uno di Confcommercio ´può essere anche giusto, come ha fatto la Germania, chiudere delle fabbriche in casa propria per riaprirle in Polonia a costi di produzione molto più bassi e quindi assai più competitivi sui mercati. Si dà però il caso’, ha puntualizzato, ´che buona parte di questi proventi servano poi non a creare altro sviluppo, ma a pagare i sussidi a chi, in Germania, è rimasto disoccupato’, pertanto non può essere una soluzione. Secondo Billè ´non si uscirà da questa situazione che definirei di vero e proprio stallo del sistema fino a quando le istituzioni e la classe politica non si decideranno ad assumere fino in fondo le responsabilità, primarie, proprio primarie, che ad esse competono’.

        ´Non vi potranno essere veri processi di innovazione e vere modernizzazioni fino a quando, a livello politico, prima di tutto a livello politico-istituzionale, non si definiranno e poi attueranno vere strategie per lo sviluppo del sistema: con chiarezza di obiettivi, determinazione nel perseguirli, riforme che non restino solo pezzi di carta. O l’economia, sulla spinta di una programmazione di sistema finalmente di nuovo conio, riuscirà a riprendersi e a rilanciarsi nel 2006 o il nostro destino sarà quello dell’avvitamento, del riflusso, insomma, di quella cosa che qualcuno già chiama declino. Certo’, ha continuato, ´tutte le imprese e di ogni settore devono fare la loro parte per far uscire la nostra economia da questa palude. Le energie ci sono, la voglia c’è. Ma ciò non basta. Occorre che la politica, avvalendosi di tutte le sue prerogative, apra nuovi spazi di competizione, modernizzi l’apparato pubblico, faccia le riforme necessarie, decida sulle regole, stimoli l’iniziativa privata liberandola dai ceppi di leggi, di normative e di un sistema fiscale che, per come sono oggi strutturati, le impediscono di essere competitiva’. Per il presidente di Confcommercio,´chi sarà chiamato a governare dopo queste elezioni dovrà fare tutto questo. Non si potrà fare tutto in un giorno s’intende, ma occorre fissare subito un tracciato nuovo, più affidabile e che dia alle famiglie e imprese più concrete garanzie sugli obiettivi che si vogliono raggiungere’.