Billè: meno tasse senza se e senza ma

02/07/2004




venerdì 2 luglio 2004

Billè: meno tasse senza se e senza ma
Confcommercio: è l’unica leva per la ripresa
Disposti a parlare dei prezzi «ma seriamente»
Roberto Giovannini

ROMA- Una certa freddezza, da parte della platea dell’assemblea annuale di Confcommercio, per il premier Silvio Berlusconi. Che ha dovuto anche subire una fastidiosa «reprimenda» da parte del presidente dell’associazione dei commercianti, Sergio Billè: «Signor presidente del Consiglio, i contratti vanno rispettati, senza se e senza ma». Billé chiede il varo del taglio delle tasse, che considera «unica leva per la ripresa»; contesta una visione pessimistica della situazione dell’economia italiana, ma boccia anche «quelli che sparano nell’aria ottimismo con le bombolette spray». E lancia un appello alla politica ed al governo perché producano «risultati».
Confcommercio, dunque, non sembra sconfessare la strategia di politica economica del governo, e semmai sembra confidare moltissimo nell’effetto del taglio della pressione fiscale. Certo è che l’analisi non vuole essere pessimistica, ma certo molto rosea non è. Billé parla di «un paese che si sente depauperato, nel portafoglio e nelle aspettative». E avverte: «la pentola dello scontento sta superando il punto di ebollizione». E a Berlusconi lancia un messaggio: «So bene quali sono i suoi problemi, ma lei deve capire anche i nostri, ed è compito suo amalgamare le esigenze. Per ripartire va staccato il tagliando della riforma fiscale», anche perché «quando un contratto viene stipulato, va rispettato. È un fatto di credibilità». Insomma, la riduzione delle tasse come «prima leva strutturale per la ripresa economica»: con sgravi per le famiglie, affinché ricomincino a spendere, ma anche per «tutte le imprese», a cominciare dall’abolizione (sia pure graduale) dell’Irap.
I commercianti non si sentono affatto responsabili dell’aumento spaventoso dei prezzi di molti generi di consumo scatenato dopo la nascita dell’euro. E dunque, non ne vogliono sapere né di «appelli» alla moderazione, né tantomeno di misure coordinate tra governo e categoria, sulla falsariga del patto sulla distribuzione varato di recente in Francia, che non può essere importato in Italia: «Un’idea – dice Billè – che ci fa sorridere: prima si importi in Italia anche l’efficienza delle infrastrutture della Francia, e poi se ne potrà discutere». E in ogni caso, moderazione dei prezzi soltanto se si tagliano gli oneri: il leader di Confcommercio si dice disponibile «ad affrontare il problema dei prezzi», ma solo in cambio «di un approccio serio, strutturale: prima si cancellino tutti i costi aggiuntivi che le imprese distributive sopportano per l’inefficienza del sistema, poi parleremo volentieri del resto».
Billè si dice favorevole ad aprire una nuova stagione di dialogo sociale, ma sempre in cambio di qualcosa: a patto di «ricominciare a parlare davvero, a 360 gradi, di imprese, occupazione, riforme, e mercato, cercando vere soluzioni». «È importante la decisione del nuovo presidente di Confindustria di voltare pagina. Ma – avverte – dobbiamo mettere tutti sul piatto qualcosa di nuovo e di diverso. E anche dai sindacati ci attendiamo qualcosa di diverso con qualche sì in più e qualche no in meno». C’è preoccupazione per quella che viene definita una «politica polo lungimirante», che invece dovrebbe «adoperarsi di più per la costruzione di una società che punti allo sviluppo». Servono «istituzioni forti e una politica che sappia produrre risultati», a cominciare dall’alleggerimento del peso di una burocrazia di cui cittadini e imprese sono «prigionieri». E che il varo del federalismo può complicare.
A rispondere a Billè, dalla tribuna, giunge il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano. Marzano assicura che il taglio dell’Irpef verrà fatto: «Si tratta di un tema delicato, di una redistribuzione della ricchezza che richiede una decisione collegiale, ma lo faremo». Rassicurazioni che però non sembrano convincere del tutto la platea, da cui in un paio di passaggi del discorso salgono anche dei fischi. Tra i commenti alla relazione di Billè, il leader Uil Luigi Angeletti vede «alcune cose condivisibili, altre no», come «l’opinione espressa sul perché dell’aumento dei prezzi: c’è una responsabilità anche dei commercianti. E ho trovato eccessiva la sottolineatura sul ridurre le tasse alle imprese per favorire lo sviluppo». Al contrario, il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo vede una «assoluta convergenza di opinioni con Billè: «È importante – dice – per costruire quello spirito di squadra che noi di Confindustria abbiamo auspicato. E mi ha fatto piacere come Confcommercio lo abbia richiamato».