Billè: manovra di galleggiamento

17/10/2002




          17 ottobre 2002

          ITALIA-POLITICA
          Billè: manovra di galleggiamento


          ROMA – Sulla Finanziaria la Confcommercio mantiene «un’attenzione vigile», che – spiega il presidente Sergio Billè – «è un gradino sotto la mobilitazione». Al termine del Consiglio straordinario a cui ha preso parte il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Billè ha detto che occorre un decreto legge per rilanciare i consumi. Tuttavia il timore – chiaramente espresso da Billè – è che la crisi della Fiat abbia ridotto al lumicino i margini di azione «su una manovra «di galleggiamento, senza una rotta precisa». «Bisogna rendersi conto delle possibili conseguenze della crisi Fiat. È grave che per molto tempo siano stati tenuti nascosti i veri conti dell’azienda». Tremonti non ha fornito indicazioni precise sull’eventuale intenzione del Governo di accogliere la richiesta di Billè, e ha lasciato la sede della Confcommercio senza rilasciare alcuna dichiarazione. Per il leader dei commercianti tuttavia le risorse per sostenere i consumi potrebbero essere recuperate «attraverso il maggior gettito dell’Iva». Quanto alle altre misure della Finanziaria, Confcommercio ritiene che vadano rivisti i meccanismi di erogazione e i criteri di applicazione della legge 488. Non vi sarà – come invece auspica il Governo – un effetto di rilancio dei consumi dal primo modulo dell’Irpef: si deve tener conto – ha spiegato Billè – che le detrazioni si concentrano nella fascia fino a 25mila euro, mentre il 70% del consumo è tra i 25 e i 40mila euro». È partita nel frattempo una lettera ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, in cui Billè esprime la sua netta contrarietà al trasferimento dell’Inpdai nell’Inps, previsto dall’articolo 26 della Finanziaria.