Billè, l’Inpdai mette a rischio l’Inps

17/10/2002


ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
246, pag. 4 del 17/10/2002
di Luigi Berliri



Il presidente di Confcommercio scrive ai sindacati per far fronte comune contro l’incorporazione.

Billè, l’Inpdai mette a rischio l’Inps

La Federmanager: il deficit causato anche dai commercianti

L’incorporazione dell’Inpdai nell’Inps diventa campo di battaglia tra Federmanager e Confcommercio. L’associazione dei commercianti guidata da Sergio Billè ha infatti deciso di salire sulle barricate e di scrivere una lettera a Cgil, Cisl e Uil per far fronte comune contro il trasferimento dell’Istituto di previdenza dei dirigenti industriali all’Inps, previsto dalla legge finanziaria, che metterebbe a rischio i conti di via Ciro il Grande. La lettera ai leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, è solo l’ultimo atto di una serie di attacchi che il numero uno dell’associazione di piazza Gioacchino Belli ha portato nei giorni scorsi ai dirigenti.

I primi colpi Billè li ha sparati nel corso dell’audizione davanti alla commissione bilancio della camera. ´Non si vede il motivo’, aveva dichiarato, ´per il quale la comunità debba essere costretta ad accollarsi un disavanzo di esercizio di circa 1 miliardo di euro l’anno’. Ieri, poi, l’incontro con il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, nel corso del quale Billè è ritornato sull’argomento. ´È la prima volta’, ha detto Billè a Tremonti, ´che viene addossato all’Inps uno squilibrio di un ente non di stato. Una scelta che, per di più’, ha osservato il presidente di Confcommercio, ´nascerebbe da un avviso comune di solo due parti sociali, ovvero la Federmanager e la Confindustria. Questa operazione’, ha concluso Billè, ´sarebbe contraria a qualsiasi logica previdenziale’.

E poco dopo il numero uno di Confcommercio ha incitato alla rivolta i sindacati confederali.

´Se si vuole evitare che venga varato un provvedimento in controtendenza rispetto all’impegno assunto dal governo di razionalizzare e contenere la spesa previdenziale’, ha scritto Billè, ´occorre mettere a punto una posizione comune che, superando l’avviso contrattuale assunto da due sole parti sociali, possa condurre a una scelta condivisa da tutte le parti interessate all’evoluzione del nostro sistema di sicurezza sociale’. Billè ha quindi prospettato l’opportunità di un incontro per verificare ´la praticabilità di adeguate modifiche al provvedimento’. Il presidente della Confcommercio ha quindi puntato il dito contro la Federmanager, rea di aver ´sottoscritto con la Confindustria un accordo che dà il via a un’operazione contraria a qualsiasi logica previdenziale addossando all’Inps le anomalie di un meccanismo previdenziale protetto, che per anni ha garantito ai dirigenti industriali trattamenti pensionistici sovradimensionati a fronte di una contribuzione ridotta rispetto a quella prevista per la generalità dei lavoratori dipendenti’.

La risposta di Federmanager non si è fatta attendere. ´Il presidente della Confcommercio’, ha replicato il presidente della Federmanager, Edoardo Lazzati, ´è l’ultimo che in questo paese può parlare di trasferimenti impropri di oneri, di aggravamento del deficit dell’Inps, di anomalie di meccanismi previdenziali, di trattamenti pensionistici sovradimensionati, di contribuzioni ridotte.

Con sprezzo, infatti’, ha continuato Lazzati, ´di ogni pudore e, persino, di ogni senso del ridicolo, il presidente Billè si investe dell’inusitato e, invero, scarsamente credibile ruolo di severo censore, dopo che, per anni, ha contribuito impunemente ai gravi squilibri economico-finanziari dell’Inps mediante la corresponsione ai commercianti, dallo stesso Billè rappresentati, di pensioni neppure lontanamente correlate e correlabili ai contributi effettivamente versati, mentre la categoria dei dirigenti dell’industria, direttamente e/o per il tramite dell’Inpdai, ha versato, per anni, migliaia di miliardi di lire ai più vari titoli solidaristici e assistenziali e, comunque, sempre a fondo perduto, all’Inps e allo stato: a quest’ultimo sotto forma di prelievi e prestiti forzosi.

V’è da chiedersi, inoltre, con quale mai coraggio’, ha aggiunto Lazzati, ´il massimo esponente di una categoria da sempre priva di sostituto d’imposta e che, da ultimo, ha dato, come è ormai universalmente noto e acquisito, un notevole contributo a un vertiginoso, del tutto ingiustificato aumento speculativo dei prezzi al consumo, approfittando dell’introduzione della moneta unica europea, con conseguente, notevole falcidia dei redditi di lavoro dipendente, in specie di quelli più bassi, si rivolga, per ottenerne un’inedita, invereconda solidarietà e un appoggio contro natura, alle organizzazioni sindacali rappresentative proprio di quei lavoratori ai quali gli interessi dallo stesso presidente Billè rappresentati hanno storicamente cagionato e cagionano così rilevanti e nefasti pregiudizi’.