Billè: «Il rilancio parta dai servizi»

25/05/2005
    martedì 24 maggio 2005

      INDAGINE CONFCOMMERCIO: DAL SETTORE IL 63% DEL VALORE AGGIUNTO

        Billè: «Il rilancio parta dai servizi»
        Roma capitale del terziario, in Italia 9,4 milioni di occupati

        ROMA
        Il rilancio dell’economia italiana dovrà puntare su nuovi investimenti nei servizi. Lo sostiene la Confcommercio di Sergio Billè che, in un’indagine condotta con il Censis, ha dimostrato come sia ormai il settore terziario a trainare la crescita e l’occupazione in tutto il paese, dopo il sorpasso dell’industria avvenuto tra gli anni Ottanta e Novanta. Da qui la richiesta di sostegno, di strategie, di impegni per accelerare la marcia di un settore che è già «motore» dell’economia. Billè sostiene che non ci vuole molto a capire, che «pur salvaguardando i nostri prodotti industriali la strada dello sviluppo passa ormai soprattutto da un forte, articolato e programmato rilancio del sistema dei servizi». Il messaggio è al governo: «nessuno nega l’importanza di continuare a sostenere i nostri prodotti industriali, ma è chiaro che non possiamo subordinare a questa esigenza altri interessi, altre priorità, altri obiettivi, altre esigenze che, per lo sviluppo del nostro sistema, sono diventati ormai indispensabili». Le istituzioni facciano quindi la loro parte e ripensino in modo «profondo e strutturale le linee di politica economica». Se non lo si facesse sarebbe un’«ottusità».

        Secondo l’indagine dal terziario proviene oggi oltre il 63% del valore aggiunto nazionale. Ed è nei servizi che viene assorbito quasi il 54% degli occupati. E’ lì che opera il maggior numero di imprese (il 60% di quelle attive in Italia) ed è lì che i ritmi di crescita sono stati negli ultimi anni più sostenuti. Il confronto con il settore manifatturiero vede vincenti i servizi. Negli anni hanno infatti mostrato un andamento in crescita rispetto ad un’industria sempre meno pesante nell’economia italiana. Il sorpasso, in termini occupazionali, avviene già nel 1987. Così oggi (gli ultimi dati disponibili sono al 2003) ai 9,4 milioni di occupati nel terziario, corrispondo i 7 milioni circa dell’industria. E lo stesso vale per il valore aggiunto: al 63,5% prodotto dai servizi nel 2003 corrisponde infatti il 33,2% dell’industria.

          La capitale del terziario e Roma con la sua provincia, dove sono presenti oltre 222 mila imprese, pari all’82,3% del totale delle aziende locali. A Trieste sono più di 12 mila a Napoli 123 mila. Modelli di terziari sono anche Foggia, Milano, Venezia e Bologna. Nella provincia pugliese è soprattutto il commercio a trainare, in particolare nel campo alimentare.
          A Milano vi sono 70 mila aziende, attive in particolare nei servizi alle imprese. Venezia, meta per eccellenza del turismo, punta sui giovani, Bologna sui trasporti.