Billè: il Paese è mezzo alluvionato

20/09/2002


Giovedì 19 Settembre 2002

NEGOZI ED ECONOMIA

Billè: il Paese è mezzo alluvionato
Casini: va evitata la contrapposizione

ROMA — E’ un Italia «mezzo alluvionata» quella che oggi abbiamo di fronte, secondo Sergio Billè presidente della Confcommercio. Il numero uno dei commercianti italiani ha espresso la sua preoccupazione sulla situazione economica mentre inaugurava a Bologna la nuova sede regionale della sua organizzazione. «Se l’andamento dell’economia italiana e il grado di funzionamento anche delle sue strutture pubbliche potessero essere valutati e calcolati utilizzando come solo e unico paramentro, i conti, le cifre, i trend di sviluppo di una Regione come l’Emilia-Romagna — ha detto — il nostro sistema-paese non avrebbe i piedi in acqua, insomma non verrebbe considerato — e oggi, di fatto, purtroppo lo è — mezzo alluvionato». Per il presidente di Confcommercio, inoltre, il rischio è che la situazione critica si estenda dalle regioni più deboli a quelle più sane. «Siccome in altre parti del nostro Paese il dissesto economico ed amministrativo invece di diminuire tende purtroppo ad aumentare, non si può certo escludere che questo dissesto, alla lunga, possa tracimare anche altrove invadendo aree che non solo non hanno i piedi in acqua ma non hanno nessuna intenzione, domani o dopo, di doverceli mettere.»
A riequilibrare il pessimismo della Confcommercio è intervenuto ieri il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini che non ha nascosto «uno scenario di ombre e lacune» ma ha anche invitato il mondo produttivo e del lavoro a diffidare di una logica di contrapposizione «pericolosa e controproducente». E ha spezzato una lancia in favore dei commercianti messi sotto accusa dai consumatori per il caro-prezzi. Casini ha difeso la categoria «ingiustamente additata all’opinione pubblica come principale responsabile del carovita e del rialzo dei prezzi».
«Credo che sarebbe un’inutile esercizio di ipocrisia — ha affermato il presidente della Camera, intervenuto all’inaugurazione — prospettare uno scenario senza pmbre e lacune sull’attuale momento di congiuntura economica, sul rallentamento dei consumi, sulle difficoltà che vengono segnalate con forza dal mondo del commercio. Ma sono altrettanto convinto che sarebbe ingiusto sottovalutare dati che, pur segnalando incertezze e preoccupazioni in un contesto complessivamente di basso profilo, lasciano intravvedere prospettive di ripresa e di rilancio».
In questo scenario «non privo di incognite», Pier Ferdinando Casini ha auspicato che «i problemi possano essere affrontati e superati in un contesto di maggior concordia fra le diverse componenti della produzione, fra il mondo produttivo e quello del lavoro, fra produttori e consumatori». «Ritengo che sia doveroso richiamare tutte le parti interessate a diffidare di una pericolosa e quanto mai controproducente logica di contrapposizione degli interessi – ha quindi aggiunto – e a farsi piuttosto attori intraprendenti di un confronto virtuoso e costruttivo che, attraverso la considerazione delle istanze e delle aspettative di tutti, approdi a risultati altrimenti non consentiti». «Le accuse che si sono moltiplicate, quasi in un circolo vizioso diventato di moda negli ultimi tempi, e che hanno ingiustamente additato all’opinione pubblica italiana i commercianti e le loro associazioni come responsabili principali del caro-vita e del rialzo dei prezzi – ha concluso – costituiscono un esempio tangibile della sterilità di una strategia di prevenuta e ottusa chiusura verso le ragioni degli altri».

R.e.f.