Billè fischiato alla Sanità

15/10/2003



 
   





15 Ottobre 2003
ECONOMIA




 

Billè fischiato alla Sanità
Manifestazione della Confcommercio a Napoli per spiegare l’aumento dei prezzi
Le donne Il comizio di Billè intervallato dalle urla di chi al mercato ci va tutti i giorni. Ieri i prezzi erano più bassi. Chissà perché


FRANCESCA PILLA

NAPOLI

«Icontadini dicono che a’ colpa è dei commercianti, e’ bancarelle che a’ colpa è delle industrie, intanto noi ci puzziamo di fame». Ieri al mercato dei Vergini della Sanità, uno dei quartieri popolari di Napoli ex-regno del clan Misso, è spettato a nonnina Luisella, 81 anni e 600 euro di pensione del marito «morto schiacciato sotto a una macchina», spostare nella penombra la visita del presidente dei commercianti Sergio Billé. La Confcommercio, con un’iniziativa chiamata «A carte scoperte», ha fatto irruzione in 75 mercati italiani per tentare di spiegare alla gente che non è nella vendita al dettaglio la speculazione, sui danni del maltempo, sul passaggio dalla lira all’euro. «E allora chi è il mariuolo?», si sono chiesti gli abitanti della Sanità. Secondo la squadra di Billé principale responsabile dei rincari è «il costo dell’amministrazione pubblica, cresciuto in questi anni in maniera non controllata a sottrarre risorse che invece potevano essere destinate al mercato, alle famiglie e alle imprese». A Napoli però, città con il carovita più alto, dove il tasso d’inflazione è fermo al 3,6%, la popolazione non è per niente convinta della buonafede dei commercianti, né soddisfatta delle scuse dei politici. Così a prendersi una rivincita per le ristrettezze degli ultimi tempi ci hanno pensato le signore, nonnine in prima linea, che ogni giorno vanno a fare la spesa. Luisella per esempio che con la sua pensione non riesce ad arrivare alla fine del mese, ne ha urlate di tutti i colori mentre la processione di Billé avanzava tra i banchi. E quando alcuni ragazzoni in giacca e cravatta le hanno detto di fare silenzio non si è scoraggiata, anzi ha risposto nell’unica lingua che conosce, il napoletano: «C’amm’ sta’ sempre zitt’ noi?».

E in effetti tutte si sono sfogate dimostrando un’ottima preparazione in materia di pensioni, lavoro, sanità, diritti, ma soprattutto andamento dei prezzi. Tant’è che hanno accusato i commercianti di aver abbassato i prezzi in occasione della visita ufficiale. «Oggi le melanzane costano un euro il chilo, di solito fai un affare a 1 euro e 50», sostiene una signora. «Non abbiamo mai visto i polipi a sei euro», incalza un’altra mentre si affrettava a fare la scorta. Quindi qualcuna più maliziosa si è spinta a delle battute sul sindaco: «Ho sentito che deve venire la Iervolino, forse avrà sentito dei ribassi e vuole fare la spesa».

Rosa Russo Iervolino ha incontrato Billè solo in seguito a Castel dell’Ovo. Ai Vergini in ogni caso il presidente della Confcommercio non si è scomposto per la prevedibile rivolta della piazza e ha continuato a comprare pesche (da un ambulante abusivo), a controllare la freschezza del pesce, a rivolgere apprezzamenti sui costi della merce e a diffondere gli opuscoli con la difesa della Confcommercio. La loro tesi è sempre la stessa, ripetuta in più di un’occasione nelle scorse settimane: i prezzi alla produzione aumentano di più rispetto a quelli al consumo. Una lievitazione dei costi che avrebbe imposto, nel primo semestre del 2003, a circa 52 mila imprese italiane ad abbassare le saracinesche. Poi la sferzata, di destra, a Berlusconi: «E’ ora di rispettare il patto con gli italiani – ha detto Billé – è dal `92 che aspettiamo la ripresa: chiediamo al governo di mantenere gli impegni».

A questo punto i cosiddetti consumatori, non hanno creduto alle loro orecchie e raggruppati in diversi capannelli si sono lanciati in un’accesa discussione sulla riforma delle pensioni. Masaniello della contestazione, la signora Rosa con dieci nipoti che non trovano una «fatica». «Quando possono lavorano a nero – ha spiegato la nonna – ma mi dite voi come fanno ad avere quarant’anni di contributi? Per me moriranno prima di trovare una sistemazione, altro che pensione». Tra mamme e nonne, raccontando le esperienze, si sono tutte trovate d’accordo sui rincari, sulle difficoltà quotidiane e sul fatto che trovare un lavoro in Campania e «una grazia ricevuta da San Gennaro in persona». Ma Billé cosa può fare, mica è San Gennaro?

Così la delegazione si è spostata in un supermercato di Corso Europa. Scenario completamente mutato nella zona di confine tra i quartieri residenziali Vomero e Possillipo, dove gli abitanti sono in prevalenza costituiti dai ceti medio-alti. Prezzi doppi dunque: melanzane a due euro, insalata in offerta a 1,29 la busta. Signore che riempiono i carrelli, ma anche ragazze eleganti che acquistano prodotti dietetici. Nel tranquillo supermercato di quartiere, la gente non ha assalito Billé che ha avuto lo spazio necessario per la sua conferenza stampa, eppure anche la borghesia napoletana ha di che lamentarsi. «Questo è un supermercato, con i prezzi delle boutique di Posillipo – ha ricordato un’insegnante – io vengo perché non ho il tempo di andare al mercato, ma mi sto dissanguando».