Billè: effetto changeover sull’inflazione (+0,4%)

08/01/2002

Il Sole 24 ORE.com






    Per il presidente Confcommercio «pesano» i rincari delle tariffe – I consumatori: alle famiglie costerà 558

    Billè: effetto changeover sull’inflazione (+0,4%)
    ROMA – Allarme di Confcommercio sul l’inflazione, che potrebbe accelerare di uno 0,4% a gennaio a causa del changeover. Confcommercio ha ipotizzato un aumento dello 0,2% per effetto del changeover e un altro 0,2% per gli incrementi delle tariffe pubbliche. E se l’inflazione aumenterà – ha detto ieri il leader della Confcommercio, Sergio Billè – la colpa non è certo degli esercenti verso i quali si stanno scaricando in questi giorni da più parti accuse di aumenti indiscriminati dei prezzi o di arrotondamenti ingiustificati all’insù dell’euro. Ma se per colpa di qualche furbo tutto ciò sta accadendo – ha precisato Billè – il consumatore ha la possibilità di difendersi o cambiando negozio o denunciando gli abusi. Una strategia che la stessa organizzazione adotterà proprio per mantener fede agli impegni assunti in vista dell’euro, sicché tutti gli abusi che si verificheranno verranno denunciati – ha sostenuto Billè – compresi gli anomali aumenti delle tariffe e dei prezzi legati al mercato degli oligopoli che si sarebbero potuti diluire nel tempo, a partire da marzo, senza farli coincidere con il cambio della moneta. Per l’Osservatorio della Confcommercio, dunque, si sono registrati solo casi sporadici di incrementi ingiustificati di alcuni prodotti per cui non si possono attribuire all’intero panorama degli esercenti (costituito da 1,2 milioni di punti vendita) speculazioni di ogni tipo. E in attesa di conoscere i dati ufficiali sugli effetti degli aumenti di merci e tariffe (che l’Istat diffonderà il 20 gennaio) le prime indicazioni potrebbero essere fornite dal Comitato euro che si riunirà oggi su esplicita richiesta delle organizzazioni commerciali e dei rappresentanti dei consumatori. Confcommercio ha poi rilanciato l’allarme sulla carenza di moneta contante per cambi e resti. «Vorremmo che le banche – ha aggiunto Billè – ci agevolassero nella consegna di monete e banconote, soprattutto da 5 e 10 euro, riservandoci sportelli veloci per il ritiro di quanto ci occorre». Il presidente di Confcommercio non ha mancato di ammettere che la grande distribuzione ha aderito alla fase di prealimentazione degli euro solo a fine anno (ritirando tra 186mila e 200mila starter kit) per evitare di essere pesantemente sanzionata dalla Banca d’Italia in caso di furti o scomparsa accidentale di banconote prima dell’effettiva entrata in vigore delle nuove monete, ma ha anche aggiunto che non andava riservato al settore commerciale l’ingrato compito di fare da babysitter al consumatore disinformato. Pronta la replica a Billè del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Siamo convinti che l’inflazione sia sotto controllo e che l’incidenza del passaggio all’euro sia praticamente insignificante». E il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, ha invitato le associazioni dei consumatori a non spargere un inutile allarmismo. I consumatori. Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. L’arrivo dell’euro preleverà dalle tasche delle famiglie italiane 557,7 (oltre un milione di lire) in più per nucleo, a causa di aumenti ingiustificati dei prezzi che nella media sono già cresciuti del 14% – dicono in coro Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc – chiedendo al Governo un risarcimento (oltre 50 a famiglia). Gli aumenti ingiustificati da changeover vanno – secondo una indagine – dai prodotti alimentari, ai farmaci, alle commissioni bancarie, ai ticket per i trasporti pubblici, comporteranno per gli utenti un esborso complessivo di 12 miliardi , con un balzo della dinamica dell’inflazione stimato tra lo 0,4% e lo 0,7 per cento. Le associazioni dei consumatori hanno poi chiesto al Governo un decreto legge che «sanzioni pesantemente tutti quei negozi che hanno approfittato della nuova moneta per effettuare arrotondamenti selvaggi al rialzo».
    Vincenzo Chierchia
    Michele Menichella
    Martedí 08 Gennaio 2002
 
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