Billè «diffida» Confcommercio

30/01/2006
    venerdì 27 gennaio 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 26

    Verso una battaglia legale

      Billè «diffida» Confcommercio

      Vincenzo Chierchia

        ROMA – Si profila una complessa battaglia legale in Confcommercio. Sergio Billè, autosospesosi dalla carica di presidente il 21 dicembre – ossia nei giorni in cui una bufera giudiziaria ha investito Piazza Belli – ha comunicato nei giorni scorsi il rientro pieno nel proprio ruolo. Al tempo stesso ha fatto sapere, con lettera, al reggente Carlo Sangalli e agli amministratori che ritiene "non legittimo" l’incarico affidato a Price Waterhouse-Coopers per l’esame della situazione finanziaria del sistema Confcommercio. Ma ha fatto altresì sapere che, nella sostanza, non giudica altrettanto favorevolmente – da presidente – alcune decisioni prese nel periodo dell’autosospensione: tra cui le modifiche allo statuto che dovrebbero essere varate nell’assemblea del 31 gennaio e l’elezione di un nuovo presidente, dall’assemblea del 10 febbraio (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri).

        Billè, dunque, ha deciso di scendere in campo sul piano civilistico e ha nominato come legale l’avvocato Gianfranco Palermo, ordinario di diritto privato all’Università di Roma «la Sapienza». Palermo sta esaminando quanto deciso dagli organi di Confcommercio a partire dal 21 dicembre (in ambito penale Billè è assistito da Titta Madia). Non ci sono stati passi formali finora. Le missive di Billè preannunciano però battaglia e hanno il significato di una sorta di «diffida» in questa difficile e delicata fase di passaggio, che comporta anche una operazione di piena trasparenza sui conti e una riorganizzazione di funzioni e prerogative degli organi confederali, oltre ad alcune modifiche chiave dello statuto. La battaglia legale è imminente e anche il Consiglio di Confcommercio ha predisposto tutte le procedure per la difesa legale del nuovo corso della Confederazione.

        È possibile che in vista delle assemblee dei prossimi giorni, decisive per il futuro di Piazza belli, possa essere interpellata anche la magistratura civile per dirimere un conflitto sulla legittimità delle convocazioni e degli atti.

        Per quanto riguarda le candidature, Sangalli rappresenta per Federdistribuzione (che resta fuori) la figura che, anche alla luce di quanto fatto per il cambiamento nella reggenza, può coagulare i voti per una presidenza che rilanci una Confederazione forte.