Billè attacca: «Basta accuse»

10/10/2005
    sabato 8 ottobre 2005

      Pagina 21

      CONFCOMMERCIO – Il leader degli esercenti nega irregolarità nella gestione del «fondo del presidente»

        Billè attacca: «Basta accuse»

          «Sono nel mirino dei poteri forti« – «L’acquisto di un immobile da Ricucci è stato un ottimo affare»

          B.F.

            ROMA. Sergio Billè rompe il riserbo sull’acquisto dell’immobile di via Lima 51 di proprietà della Magiste di Stefano Ricucci. Il presidente della Confcommercio ieri ha rivendicato la legittimità dell’operazione. Per riassumere, si tratta della compravendita di un immobile ai Parioli per circa 60 milioni di euro da una società che fa capo a Stefano Ricucci, il quale a sua volta lo aveva acquistato pochi mesi prima per poco più di 12 milioni. A che sostiene che la differenza sia un po’ troppo alta, Billè risponde che c’è una perizia «regolarmente fatta e nei tempi e nei modi dovuti ed è di tutta autorevolezza». Proprio per questo aggiunge, «ho deciso di partire con le querele» nei confronti di quei giornali (Corriere della Sera e Il Sole-24 Ore) che fanno diffuco notizie «false o palesemenre insinuanti».

            Quanto all’acquisto di via Lima 51, che dovrebbe diventare la nuova sede della Confcommercio, il presidente spiega che è stata «un’ottima opportunità», un «buon investimento e quando la ristrutturazione sarà completata lo sarà ancor di più». Billè attacca: che la decisione sia stata presa in totale autonomia, utilizzando le risorse della Confederazione non è affatto anomalo perchè la gestione di questi fondi, «che qualcuno – dice Billè – ha chiamato forziere», è affidata al presidente e «non oso pensare cosa sarebbe accaduto di questa risorsa se fosse stata gestita senza la necessaria riservatezza». Tutto legittimo, ripete. E Magiste? «La magistratura faccia i suoi accertamenti. Da parte mia non posso che ribadire che l’operazione è stata da me fatta dopo aver svolto tutte le verifiche che, in quel momento, erano legittime e necessarie». Quanto alla scelta di Ricucci risponde con una battuta: «E perchè dovrebbe piacermi Della Valle?».

            Ma il presidente della Confcommercio non si limita all’enunciazione degli aspetti formali. Billè dice di essere finito «nel mirino di poteri forti». Ammette anche che le risorse a disposizione del Presidente sono state utilizzate anche per acquistare azioni Rcs ma queste – sottolinea – sono state «già rivendute da diversi mesi con l’unico risultato di incrementare le risorse». Insomma, Billè dice di non «sentirsi colpevole, ma qualcuno che ha trasformato una federazione su palafitte» in una su pilastri saldi. Infino, il presidente della Confcommercio non ha voluto tralasciare il capitolo Enasarco spiegando che su questo ente «non ho mai avuto e non ho alcun diretto potere d’intervento». E avverte: «Anche su questo versante potranno partire le querele».