Billè accusa il governo: «Non riesce a rilanciare l’economia»

05/07/2002

5 luglio 2002



Billè accusa il governo: «Non riesce a rilanciare l’economia»
 

ROMA — Sergio Billè non fa sconti. All’assemblea della Confcommercio, il presidente, al cospetto di Berlusconi e di nove ministri, di esponenti di spicco, dei sindacati e delle altre associazioni imprenditoriali, ha sventagliato accuse e rilievi contro tutto e tutti. Il governo? Il giudizio sul primo anno di attività «non è negativo», ma era necessario fare di più e meglio. La conseguenza è che oggi siamo «in una fase di prestagnazione». Tanto che «senza interventi immediati», c’è il rischio che «serva una manovra correttiva per riequilibrarei conti pubblici».
Un «errore tattico che andava evitato» è stato quello di insistere sull’articolo 18, prima di rilanciare l’economia. Quasi brutale l’affondo: «Se le imprese non hanno assunto non è solo per l’articolo18, ma perché non è ripartito il mercato». Quindi, governo e Confindustria, hanno pensato al «particolare» tralasciando il «generale». Il conto da pagare potrebbe essere salato: «Con la tensione sociale l’autunno si prospetta più difficile del previsto».
Billè ha accumunato la Cgil nell’errore tattico: «Ha ingigantito oltre misura il problema». Però non è mai troppo tardi per correggersi e, quindi, il presidente dei commercianti ha esortato Cofferati a «riconsiderare la posizione, riaprendo la porta del dialogo».
Il leader dei commercianti sul piatto delle richieste ne ha messo soprattutto una «irrinunciabile condizione», affinché la Confcommercio sottoscriva il «Patto per l’Italia» in discussione tra governo e parti sociali: «Siano messe nero su bianco le risorse per ridurre l’Irpef, la sciagurata Irap, e si faccia chiarezza sugli ammorizzatori sociali». Una richiesta partita dalla considerazione che se le tasse fossero state già ridotte «vi sarebbe stata una ripresa dei consumi e con essa una crescita del Pil dell’1,6-1,7%».
Dalle posizioni di Billè è risultato chiaro che emergono crepe nel rapporto tra Confcommercio e governo, mentre si sono approfondite le distanze con la Confindustria. Per il governo la replica è stata affidata al ministro Marzano: «L’economia italiana è in fase di preripresa e non di prestagnazione». Risentito pure il direttore generale di Confindustria, Parisi: «Le critiche di Billè sono generiche, in particolare quella relativa alla pace sociale». Applausi, invece, dal prossimo numero uno della Cgil, Epifani: «La relazione di Billè e stata coraggiosa. Siederemo al tavolo, ma sul merito delle questioni, a meno di clamorose sorprese, non c’è la possibilità di una nostra sottoscrizione».
di Nuccio Natoli