BILLA-STANDA: PROSEGUONO GLI SCIOPERI: SABATO 6 NOVEMBRE SI FERMANO I LAVORATORI DEI NEGOZI DEL VENETO

05/11/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

5 novembre 2004

BILLA-STANDA: PROSEGUONO GLI SCIOPERI: SABATO 6 NOVEMBRE SI FERMANO I LAVORATORI DEI NEGOZI DEL VENETO

Sabato 6 novembre scioperano per l’intera giornata i lavoratori dei negozi Billa-Standa del Veneto. Una manifestazione in forma di presidio è prevista, a partire dalle 7, davanti alla sede dell’azienda a Carmignano del Brenta.

La giornata di sciopero nei negozi Billa-Standa del Veneto rientra tra le iniziative della mobilitazione dichiarata dal coordinamento Filcams Fisascat Uiltucs del gruppo per contrastare la riduzione dell’occupazione e l’applicazione di un contratto integrativo penalizzante.

Il coordinamento del gruppo ha proclamato 12 ore di sciopero articolato territorialmente.

Billa-Standa, gruppo di negozi food di proprietà della tedesca Rewe derivato dalla divisione dell’attività food dall’attività non food della vecchia Standa, occupa 4800 persone.

L’attuale stato di tensione tra lavoratori e direzione deriva da due decisioni annunciate dalla direzione Billa-Standa e dal rifiuto della stessa direzione di sedersi attorno ad un tavolo per discuterne.

Il primo annuncio Billa-Standa riguarda la disdetta del contratto integrativo Standa e l’estensione del contratto integrativo Billa a tutto il gruppo (due integrativi diversi nati da storie sindacali diverse quando le due catene commerciali non appartenevano allo stesso gruppo). Per i lavoratori soggetti all’integrativo Standa, il passaggio all’integrativo Billa comporterebbe una perdita economica considerevole.

Il secondo annuncio è relativo all’occupazione nel gruppo, dichiarata eccedente di 300 persone, con 29 filiali a rischio per metà delle quali si prospetta la chiusura.

Alla richiesta di Filcams Fisascat Uiltucs di aprire una trattativa «a tutto campo» a partire dal piano industriale e dal problema occupazione, con il ministero del Lavoro per utilizzare tutti gli ammortizzatori possibili, la direzione ha risposto «rifiutando la logica del negoziato» e dichiarando che «utilizzerà procedure di mobilità», vale a dire licenziamenti «per risolvere il problema in tempi rapidi» .