Billa Standa, esito incontro 03/02/2010

Comunicato esito incontro con Billa Standa

In data 3 Febbraio 2010 si è tenuto l’incontro richiesto da Billa Standa per presentare il nuovo piano di sviluppo commerciale e il conseguente riorientamento organizzativo.

L’incontro è stato preceduto da un Coordinamento Nazionale Unitario che è stato utile per fare il punto sulle numerose problematiche esistenti nelle filiali, ove continuano a essere segnalate costanti violazioni delle norme contrattuali e dei diritti fondamentali dei lavoratori.

L’azienda, che attualmente occupa circa 6160 dipendenti operanti in 10 ipermercati. 115 supermercati e 68 superstores , ha annunciato di voler inaugurare una nuova fase che avrà come primo atto la scomparsa dello storico marchio Standa sostituito totalmente dal brand BILLA entro la metà di marzo 2010.

Contemporaneamente verrà sposata una politica sui prezzi molto aggressiva, immessi sul mercato prodotti a marchio, potenziato e riformulato il piano marketing, con l’intento dichiarato di erodere consistenti fette di mercato alla concorrenza.

Il format del supermercato di prossimità sarà di gran lunga prevalente e l’obiettivo dichiarato è quello di attuare una politica di sviluppo che veda l’apertura di 35-37 negozi nel triennio 2010 -2013 ed eventualmente si arricchisca di acquisizioni di altre catene.

L’azienda ha dichiarato di voler attuare un investimento formativo rilevante verso la base occupazionale che, dato positivo, non subirà contraccolpi a seguito di queste modificazioni strutturali, al fine di aumentarne l’efficienza e il senso di appartenenza.

Sul fronte organizzativo un deciso intervento verrà attuato per cercare di ridimensionare le ingenti perdite derivanti da differenze inventariali.

Permangono alcune significative criticità locali a partire dal supermercato de L’ Aquila che, verrà riaperto ma che con ogni probabilità non potrà garantire la ripresa a pieno regime per tutti i lavoratori attualmente in CIGS; e’ in corso un confronto con le amministrazioni locali per individuare spazi nelle vicinanze di nuove aree di insediamento urbano interessate dalla ricostruzione, che potrebbero ospitare un nuovo negozio.

A questo si aggiungono le situazioni problematiche dei negozi di Settimo Torinese (34 dipendenti in cassa integrazione) per cui sono al vaglio varie ipotesi tra cui la riallocazione in altro sito, Moncalieri, a rischio, Suno, Brescia, Fonte (TV) e San Cesareo (LE) che, vista la collocazione appetibile, potrebbe anche essere ceduto.

Come OOSS. abbiamo denunciato la pressoché totale assenza di relazioni sindacali a tutti i livelli che permetterebbero, se attuate con spirito costruttivo, di risolvere le tante questioni aperte nei punti vendita (salute e sicurezza, organizzazione del lavoro, inadempienze contrattuali) e rilevate puntualmente dalle delegate e dai delegati presenti. Un cambiamento di tale portata dovrebbe infatti avere il consenso e la condivisione degli addetti in un clima partecipativo che, all’oggi, risulta totalmente assente anche a fronte della disdetta del contratto integrativo Standa, i cui effetti sono ben lungi dall’essere stati superati.

L’azienda si è resa disponibile ad aprire il confronto sui problemi in essere in tempi celeri.

La ripresa del confronto con l’azienda, pur in un contesto non certo semplice, potrà essere l’inizio di un percorso che in tempi all’oggi non preventivabili, porti alla definizione di una piattaforma rivendicativa, primo passo per l’inaugurazione di una nuova stagione di contrattazione integrativa aziendale.

Abbiamo pertanto ritenuto utile raccogliere la sfida che l’azienda ci ha lanciato. A livello territoriale sarà necessario intensificare la nostra presenza in termini di proselitismo, informazione, coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, per acquisire un nuovo e significativo potere negoziale, che ci consenta di raggiungere concreti miglioramenti delle condizioni di lavoro.

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Roma, 8 febbraio 2010