Billa, è sciopero per contrastare i licenziamenti

11/03/2005

    venerdì 11 marzo 2005

    COMMERCIO
    Oggi il primo «stop»

      Billa, è sciopero per contrastare
      i licenziamenti

        Sedici ore complessive di sciopero, otto delle quali già domani in tutta Italia e altrettante il 26 marzo per una astensione dal lavoro a livello provinciale. Scongiurare il doloroso piano di riduzione del personale Standa e Billa, programmato dalla proprietà tedesca del gruppo Rewe, è l’obiettivo della dura mobilitazione proclamata dalle segreterie di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

        Un piano dalla storia intricata. Il 23 febbraio, ventiquattro ore dopo la rottura unilaterale della trattativa nazionale, l’azienda ha comunicato infatti ai sindacati il previsto esubero di 411 lavoratori , di cui 350 nelle filiali Standa e 61 in quelle Billa. Sette i licenziamenti previsti a Ferrara: quattro nel Billa di via Modena e tre in quello di via Argine Ducale. «E’ stata una assoluta sorpresa — spiega Davide Finchi della Filcams Cgil —.

        Fino a metà dicembre la proprietà negava problematiche di tipo occupazionale a Ferrara, parlando solo di filiali sotto osservazione». In quei giorni ancora si limitavano gli esuberi a 300 per Standa e 20 per Billa; i sindacati si dichiaravano disponibili a fare ricorso agli ammortizzatori sociali, verificando caso per caso. «I rapporti sindacali durante l’incontro distrettuale del nord-est del 9 dicembre erano ancora corretti — conferma il segretario Uiltucs Uil Giorgio Zattoni —. A Ferrara il 17 dello stesso mese un rappresentante dell’azienda, ci ha detto che il punto di via Argine Ducale è considerato al top, con vendite in crescita del 2% nel 2003». «Ma appena due mesi dopo — riprende Finchi — è arrivata l’amara scoperta: le procedure di mobilità sono aumentate del 30% e si è appreso dei sette lavoratori ferraresi che dovrebbero essere licenziati»». Lunghi mesi di trattative vanificate, la via verso lo scontro è spianata. La crisi italiana del gruppo Rewe è aperta dal luglio 2004, in coincidenza con la disdetta dell’integrativo Standa. Crisi che parla di supermercati in quattro anni passati da 95 a 59 e di iper in calo da 26 a 24. Nel ferrarese sono aperti 8 punti vendita Billa per un centinaio di occupati.

        I sindacati locali denunciano inoltre con forza «le decine di dipendenti trasferiti anche fuori provincia e indotti alle dimissioni» e un’offerta commerciale scarsamente radicata: «Venti tipi di wurstel, poco salame nostrano e niente alchermes per la zuppa inglese…», nota Finchi.
        «Lo sciopero è utile — chiude Jairo Luis Attanasio, segretario Fisascat Cisl — per dare continuità all’intervento sindacale e per costruire nuove regole nell’organizzazione del lavoro. Va recuperato un rapporto tra azienda e dipendenti, che in Billa sono molto responsabili». Tra l’altro il contratto aziendale è scaduto lo scorso dicembre; ma l’emergenza è ora puntata sull’avvio delle procedure di mobilità, il prossimo 16 marzo a Roma.

          Fabio Terminali