Big Mac è in crisi, in arrivo i tagli

23/10/2002

          23 ottobre 2002

          McDonald’s

          Big Mac è in crisi
          In arrivo i tagli

          MILANO McDonald’s ha deciso di limitare la propria
          espansione, nel tentativo di risalire la corrente dopo
          aver registrato un’ulteriore diminuzione dei profitti,
          per ben sette trimestri negli ultimi otto. In questa
          prospettiva, appare inoltre probabile anche il taglio
          di posti di lavoro (come precisato ieri da Jack Greenberg,
          anche se allo stato attuale la riduzione non è
          stata quantificata), in considerazione anche di quella
          che appare una crisi di credibilità del numero uno
          mondiale del settore.
          Innanzitutto, McDonald’s rallenterà la strategia
          di espansione, nel senso che nel 2003 saranno aperti
          solo 600 esercizi in più, 450 in meno rispetto a quest’
          anno. Tutto questo allo scopo di consentire di dirotta-
          re risorse per 400 milioni di dollari in interventi che
          riqualifichino l’offerta, oltre che per lanciare il
          «menù-sandwich» da 1 dollaro.
          Sta di fatto, che negli ultimi tempi la società ha
          perso quote di mercato rispetto alla concorrenza,
          rappresentata fra l’altro da Wendy International, con
          le vendite nei ristoranti aperti da almeno un anno che
          sono calate del 3% nel terzo trimestre. Si tratta di
          risultati influenzati anche dalle lamentele, sempre più
          diffuse, circa la qualità dei cibi offerti e la scarsità del
          servizio, nei circa 13mila ristoranti della catena operanti
          negli Stati Uniti. Il gruppo peraltro conta in
          tutto il mondo su circa 30mila esercizi, dislocati in
          121 Paesi. I mercati di maggiori dimensioni restano
          in ogni caso appunto quello Usa e l’Europa, ed in
          queste aree le vendite hanno segnato il passo, con
          una contrazione rispettivamente del 2,8% e dell’
          1,3%ioè al netto delle aperture e delle chiusure.
          I riflessi di questa situazione si continuano a vedere
          nei dati aziendali, con gli utili scesi nel terzo trimestre
          dell’ 11% a 486,7 milioni di dollari (38 cents per
          azione).