Biella. Euronova minacciata dal caro-Posta

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Pagina 65 – Biella

    INDUSTRIA – VENDITE PER CORRISPONDENZA

    Euronova minacciata dal caro-Posta

      Troppo alti i costi di spedizione decisi da Poste Italiane, a punto da mettere a rischio la stabilit� di un’azienda come Euronova, un’impresa che da 35 anni opera sul mercato italiano della vendita per corrispondenza, forte di 33 milioni di cataloghi spediti in un anno.

      Il messaggio dell’azienda � questo: �Se dal prossimo gennaio, oltre all’aumento gi� deciso senza alcun preavviso, ce ne sar� un altro, si arriver� ad una difficile situazione di assetto del bilancio. La conseguenza immediata sarebbe un intervento sull’organizzazione e sulla struttura dei costi per limitare e gestire il grande impatto negativo�. Un modo velato per far intendere che un nuovo aumento delle tariffe potrebbe avere come conseguenza i licenziamenti.

      Vero � che esistono oggi spedizionieri affidabilissimi, ma nella realt� Poste Italiane � l’unica ad avere una capillarit� totale sul territorio nazionale e quindi si tratta di una scelta obbligata non facile da gestire, mantenendo nel contempo la qualit� dei prodotti e i prezzi competititivi. Il tutto in un momento in cui Euronova sta testando il mercato per penetrare in altri Paesi, quali la Russia, la Polonia e la Svizzera.

      Il �peso� di Euronova � significativo: i 33 milioni di cataloghi distribuiti uniformemente su tutto il territorio nazionale producono ordini per circa 1,4 milioni di pacchi. L’aumento delle tariffe postali applicato senza preavviso porter� a bilancio un maggior esborso di oltre 3 milioni di euro l’anno solo per la spedizione dei pacchi, che si aggiunge agli incrementi gi� previsti dal prossimo gennaio per quella dei soli cataloghi (circa 700.000 euro sempre annui.

      Euronova sottolinea che �i dati forniti non tengono conto dei possibili, ulteriori aumenti paventati da Poste Italiane da gennaio per la spedizione dei pacchi ed a questo punto � veramente allarme rosso per la nostra azienda�. A creare ulteriore motivo di disagio � il raffronto con le tariffe medie di spedizione in vigore in altri Paesi d’Europa: i costi di Poste Italiane sono di gran lunga i meno appetibili.

      Euronova occupa 160 dipendenti suddivisi fra impiegati e operai nella sede amministrativa di Vigliano ed in quella operativa di Cossato, mentre l’indotto (impiegato nelle attivit� di call center, di gestione di magazzino e preparazione della merce, di produzione dei cataloghi) impiega altre 200 persone.

      L’azienda, nata nei primi anni Settanta, offre 10.000 proposte in tre linee di cataloghi – divisi in 25 pubblicazioni all’anno, sempre rinnovati: una linea di Moda Giovane dedicata alle tendenze del momento, una linea di Moda Classica con una selezione di capi sempre attuali per tutte le et� e per tutte le taglie, e una linea Introvabili con tante idee regalo, articoli per la casa e novit� da tutto il mondo. Oltre al catalogo spedito ai clienti, Euronova si affida a Internet: sul sito viene proposta una selezione di articoli presenti nei cataloghi, oltre a offerte pensate esclusivamente per i clienti on line.

        IL PRECEDENTE

        L’estate scorsa la protesta di �Bon Prix�

        L’allarme sui costi di spedizione era stato gi� lanciato nell’agosto scorso dalla Bon Prix, di Valdengo, che pure opera nel settore delle vendite per corrispondenza per abiti ed accessori da un circa un decennio. La denuncia si riferiva all’aumento entrato in vigore il mese prima che, aggiunto a quello annunciato dal prossimo gennaio, faceva attestare il costo di spedizione per ogni pacco a 7 euro. Ci� ha indotto l’azienda alla ricerca di una soluzione adeguata per restare competitiva, pur con la previsione di un maggior costo per spese postali pari a 5 milioni di euro l’anno. Bon Prix conta su circa 120 addetti, di cui oltre la met� assunta con contratto a tempo indeterminato.