Biagi, Cofferati in Procura

19/07/2002

19 luglio 2002





(Del 19/7/2002 Sezione: Interni Pag. 10)
Biagi, Cofferati in Procura
«La Cgil è stata aggredita» Un´ora di colloquio: il segretario generale ha presentato un esposto per denunciare le «ignobili speculazioni politiche determinate intorno all´uccisione del professore»

corrispondente da BOLOGNA
La Cgil vuole sapere chi e perché ha tirato in ballo Sergio Cofferati in relazione alle minacce al professor Marco Biagi, quelle di cui parla il docente assassinato dalle Br nelle lettere spedite via e-mail al presidente della Camera Casini e al direttore generale di Confindustria Parisi. Questo il senso della visita di ieri pomeriggio di Cofferati ai magistrati bolognesi che stanno indagando sull´omicidio del professore, un´ora e un quarto di colloquio sfociata in un esposto-denuncia contro ignoti. Accompagnato da due legali, Guido Calvi e Giuseppe Giampaolo, il leader della Cgil ha spiegato così il come s´è svolto l´incontro in procura: «Siamo venuti a presentare un esposto contro ignoti, e nella circostanza ne ho approfittato per conoscere il procuratore di Bologna e per scambiare qualche parola con lui. La Cgil si ritiene parte aggredita dal terrorismo e dalle volgari, ignobili speculazioni politiche che si sono determinate in queste settimane intorno all´uccisione del professor Biagi. Per questo motivo riteniamo indispensabile che la magistratura, l´unica istituzione che ne ha titolo, chiarisca tutto ciò che deve appurare intorno ai fatti». «Accertare tutta le verità», continua Cofferati, e in tempi brevi, in modo da «arrivare rapidamente alle conclusioni che i cittadini si aspettano, a cominciare da quelli che sono stati colpiti direttamente, la famiglia». Dal procuratore capo della repubblica di Bologna Enrico Di Nicola e dal pm Paolo Giovagnoli, che hanno partecipato all´incontro, nessun commento all´iniziativa di Cofferati e nessun accenno alle indagini in corso sul caso-Biagi: «Il segretario della Cgil si è presentato. Tutto qui. Per il resto non diciamo una parola, il Csm ci ha diffidato dal farlo», dice il procuratore. Qualche informazione in più è stata fornita dai legali che hanno accompagnato Cofferati a Bologna. Il professor Guido Calvi ha spiegato che l´obiettivo dell´esposto-denuncia è duplice: da un lato «far capire che il luogo dove si accerta la verità è qui a Bologna, dove la magistratura sta facendo il suo lavoro», dall´altro «denunciare una serie di azioni che sono state fatte a danno del sindacato sia dal terrorismo, che ha sempre visto nel sindacato il suo nemico, sia perché vi sono state speculazioni nei confronti della Cgil e del suo segretario Cofferati». E allora, per tutelare il sindacato, gli avvocati chiedono «che siano accertate le verità in relazione alle lettere, alle scorte e a tutto il resto su cui la procura sta già lavorando». Il contenuto delle lettere, in particolare, sta a cuore del leader Cgil, le famose e-mail arrivate in un dischetto al periodico bolognese «Zero in condotta» in cui Marco Biagi chiama in causa Cofferati: la lettera al presidente Casini, in cui il docente si dice «molto preoccupato perché i miei avversari (Cofferati in primo luogo) criminalizzano la mia figura», e quella al direttore di Confindustria Parisi, che recita «non vorrei che le minacce di Cofferati (riferitemi da persona assolutamente attendibile) nei miei confronti venissero strumentalizzate da qualche criminale». Guido Calvi a questo proposito aggiunge: «Abbiamo sollecitato l´indagine sul contenuto delle lettere, sperando che si accerti chi è l´ignoto che ha in qualche modo fornito informazioni sicuramente false al professor Biagi. Vogliamo che sia accertato chi può essere questo signore e per quale ragione abbia dato notizie false al professore». L´altro legale, l´avvocato Giampaolo, ribadisce il concetto sottolineando come, ci sia stato «un rivoltare le carte». Di qui l´esigenza di capire «perché e da chi è stato offeso il sindacato: hanno diritto a capirne le ragioni Cofferati, la Cgil e i cittadini». Alla domanda se sia stato ipotizzato qualche reato il legale risponde che «noi ci siamo limitati a indicare i fatti, poi sarà la procura a indagare. Vogliamo vederlo in faccia questo signore (il riferimento è sempre alla «persona assolutamente attendibile citata» dal professor Biagi nell´e-mail, nda.), vogliamo sapere chi è e vogliamo sapere come sono andate veramente le cose».

Franco Giubilei