Biagi bis: la priorità è riformare il regime della disoccupazione

10/02/2005

    giovedì 10 febbraio 2005

      sezione: ECONOMIA ITALIANA - pagina 18

      Biagi bis: la priorità è riformare il regime della disoccupazione
      LINA PALMERINI
      ROMA • Primo: fare la riforma dell’indennità di disoccupazione. E prima ancora, rifinanziare le casse integrazioni straordinarie che sono ormai scadute e rischiano di lasciare senza lavoro più di 20mila persone solo in Piemonte. Sono queste le priorità che — per l’opposizione e i sindacati — il Governo deve mettere nel decreto legge che finirà sotto il titolo " competitività" viste le numerose crisi industriali.

      Insomma, sulle nuove misure di « welfare to work » che stanno mettendo a punto al ministero di Maroni non ci sono bocciature ma, semmai, se ne contesta l’ordine cronologico. Semmai, si mettono in dubbio le risorse e si punta il dito contro la confusione che ancora regna sul provvedimento sulla competitività annunciato dal ministro dell’Economia Siniscalco, dove dovrebbero finire anche le misure della Biagi 2 ( si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Un bis della legge 30 che prevede la trasformazione dei sussidi assistenziali in un " capitale" da usare per il reimpiego dei disoccupati in diversi modi: per la mobilità territoriale, l’autoimprenditorialità, gli sgravi per le imprese, i premi di risultato per le agenzie di collocamento che riescono a trovare un posto al disoccupato.


      Ma c’è anche chi insinua il dubbio di voler fare, con lo slogan « welfare to work » , solo un’operazione di immagine, di facciata. « D’accordo con il principio di trasformare l’integrazione al reddito in un incentivo al reimpiego, ma il nostro problema è che la spesa sociale è ancora scarsa.


      Insomma, nel welfare to work, il welfare ci deve essere altrimenti sono solo nozze con i fichi secchi. Noto che la riforma della disoccupazione è rimasta indietro così come restano indietro e sprovvisti di qualsiasi ammortizzatore sociale tanti disoccupati » . Il giudizio severo è dell’ex ministro Tiziano Treu, ora responsabile del lavoro della Margherita e padre della prima legge ( 196/ 97) che introdusse la flessibilità in Italia. Per Tiziano Treu vale il motto " primum vivere", quindi va data la priorità al rafforzamento e all’estensione dell’indennità di disoccupazione « che ancora oggi riguarda solo una parte dei senza lavoro » .


      Un provvedimento non solo necessario ma oggi assolutamente urgente con le crisi industriali che stanno esplodendo in tutta Italia. « Forse — insinua Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil — non c’è consapevolezza dell’emergenza sociale. Forse, non si dice con chiarezza anche quante sono le risorse disponibili che dal Ddl 848 bis verrebbero trasferite sul decreto legge per la competitività. In ogni caso la priorità va data all’indennità, in secondo luogo vanno rifinanziate le casse integrazioni straordinarie che hanno raggiunto il tetto di ore previsto dalla legge. Per non parlare delle Casse in deroga: il sottosegretario Sacconi parla di 310 milioni di euro stanziati ma, faccio notare, che lo scorso anno non bastarono » . Il sindacato, insomma, pensa all’oggi più che a una strategia che, naturalmente, ha bisogno di un rodaggio.


      « Non siamo affatto contrari a parlarne, purché ci sia un confronto vero e non ci vengano serviti cibi precotti. Le misure, in linea generale sono condivisibili, soprattutto nella parte sull’emersione, ma vorremmo fossero accolte anche nostre idee come la detassazione degli aumenti salariali » , dice Paolo Pirani della Uil.


      Già perché sulla filosofia e le misure di « welfare to work » davvero non ci sono obiezioni di sostanza. « Va detto — spiega Treu— che molte misure ci sono già e che le esperienze della Francia e della Germania hanno fatto da battistrada. Detto questo, il meccanismo può funzionare se si ha un’efficiente mercato del lavoro: cioè, agenzie di collocamento efficienti, un sistema di formazione efficace. Altrimenti tutto resta sulla carta, così come sono rimaste inattuate tante misure riproposte oggi, come la capitalizzazione dei sussidi che è già nella legge 223 degli anni ‘ 90 » .