Bettamio scrive alle regioni

15/10/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
244, pag. 14 del 15/10/2002
di Antonella Gorret



Riesame l. 135.

Bettamio scrive alle regioni

Primi passi per la modifica della 135/01, la legge quadro sul turismo, approvata nella scorsa legislatura. Giampaolo Bettamio, vicepresidente della X commissione industria del senato, sta, infatti, per inviare una lettera alla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, e alle organizzazioni che operano nel comparto turistico (Federturismo, Confturismo, Assoturismo, Enit, sindacati di settore, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti) in cui chiede l’invio per iscritto delle proposte di modifica alla 135.

´Una legge quadro, anche in un contesto costituzionale che assegna competenza esclusiva alle regioni nel settore turistico, è necessaria per due ragioni’, ha spiegato a ItaliaOggi Bettamio, che vuole dedicarsi al riesame della legge tra i lavori del ddl Cirami e la legge finanziaria. ´Innanzitutto perché occorre una legge che coordini le normative regionali, evitando discordanze e contraddizioni. La vicenda del dpcm attuativo della 135 dimostra come sia possibile ottenere risultati apprezzabili di coordinamento e omogeneità nella piena tutela delle prerogative delle regioni. L’accordo, che costituisce la sostanza del decreto, rinvia infatti alla definizione concorde da parte delle regioni l’individuazione degli standard minimi dei servizi di informazione turistica, delle attività di impresa, della qualità delle strutture ricettive, dei servizi offerti, delle agenzie di viaggio, delle attività di accoglienza non convenzionale e i requisiti comuni per l’esercizio delle professioni turistiche’.

Bettamio richiama anche il parere dell’Antitrust, secondo cui una scarsa uniformità nelle modalità della disciplina dell’accesso ai mercati e nei processi di liberalizzazione provocherebbe danni alla concorrenza e al mercato.

´È poi necessario’, ha concluso il vicepresidente della commissione industria di palazzo Madama, ´avere a livello europeo un unico interlocutore che non può non essere il ministro Antonio Marzano’.