“Bersani” Taxi liberi e meno cari?

16/10/2006
    luned� 16 ottobre 2006

    Pagina 7- Politica

    MAI APPLICATA NELLA CAPITALE SONO AUMENTATE LE CORSE MA NON LE LICENZE, A TORINO E MILANO SI TRATTA ANCORA SULLA TARIFFA FISSA PER L’AEROPORTO. LA PATATA BOLLENTE AI COMUNI

      Taxi liberi e meno cari?
      Sotto la riforma niente

        Gli effetti: mezza intesa a Roma e 60 auto in pi� a Firenze

          Marco Sodano
          TORINO

          Sotto la riforma niente. La liberalizzazione dei taxi per cui il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani ha ingaggiato una guerra con le auto bianche l’estate scorsa � rimasta sulla carta. Tutt’al pi� si pu� sventagliarla sotto il naso degli autisti come spauracchio: perch� il risultato con cui s’� chiuso il braccio di ferro di luglio � un provvedimento nel quale si dice che i Comuni �possono� aumentare il numero delle licenze, �possono� decidere di concedere permessi temporanei per le grandi occasioni, �possono� cambiare le condizioni del servizio. � del tutto evidente che �possono� ma non vogliono, e i pi� ardimentosi si limitano a minacciare di esercitare questo potere scivoloso. Chi se la sente di sfidare i tassisti dopo la guerriglia di luglio?

          Bruno Pamieri, responsabile dell’area economica di Confartigianato, ha seguito la vertenza da vicino. Spiega: �Il problema � stato trasferito ai Comuni, tutto qui. E la concertazione � una faccenda complicata, bisogna far sedere allo stesso tavolo Consumatori e tassisti, � inevitabile che ci siano tensioni fori�. Insomma chi pu� evitare il confronto, evita.

          Esempio di scuola: il sindaco di Roma Walter Veltroni, uno che il confronto non lo ha evitato, anzi. Nei giorni della protesta era indicato come il mediatore – lo ribattezzarono d’ufficio �paladino� delle auto bianche -, ed � l’unico che ha ottenuto qualcosa. Un aumento delle corse del 35%, ma tenendo fermo il numero delle licenze. Ora vorrebbe far digerire agli autisti il controllo satellitare delle auto pubbliche – per impedire trucchetti a danno dei clienti -: quelli gli han risposto picche, lui minaccia di firmare 2500 licenze nuove di zecca. Nel frattempo, trovare un taxi a Roma resta una scommessa col destino.

          E dire che nella Capitale � stata fissata la tariffa predeterminata per i collegamenti con l’aeroporto di Fiumicino, altra novit� introdotta dal decreto Bersani: peccato che si sia raggiunto un accordo per il quale le auto registrate nel Comune di Roma chiedono 40 euro (per tornare a casa), mentre quelle registrate a Fiumicino ne chiedono 60 (dopo la corsa devono tornare alla base). Le liti con i clienti appena sbarcati a Roma sono ormai pane quotidiano: difficile far capire a un passeggero che deve sborsare 20 euro solo perch� il destino gli ha assegnato l’auto sbagliata.

          Nel resto d’Italia si segnala Firenze, dove il Comune ha aperto un bando per 60 licenze nuove. Per il resto, tutto tace: a Torino si tratta sull’eventualit� di istituire la tariffa fissa per il collegamento con l’aeroporto di Caselle. Rilasciare nuove licenze? A quanto pare sono d’accordo tanto gli autisti quanto l’amministrazione: non se ne parla perch� non ci sono richieste. In parallelo, i tassisti milanesi hanno aperto la trattativa sui turni flessibili e la tariffa fissa da e per l’aeroporto. Ma a Palazzo Marino gli autisti hanno messo sul tavolo la richiesta di aumentare le tariffe del 10%: �sono ferme al 2002�. A Napoli il mercato � saturo: ci sono pi� auto bianche che clienti e i taxisti �hanno fatto rumore� per tenere lontana la concorrenza. Pamieri tiene per� a sottolineare che s’� creata troppa attesa sul concetto stesso di liberalizzazione. �Facciamo un calcolo rapido: la corsa di un taxi vale circa un euro al chilometro. La velocit� media delle corse, a Roma, � di otto chilometri l’ora. Il turno dura otto ore�, con 64 euro di incasso non si campa la famiglia. �Non � questione di concedere nuove licenze, quanto di permettere ai taxi di circolare a velocit� decenti�. Secondo punto: �La liberalizzazione non � la soluzione universale. � vero che a New York basta schioccare le dita per avere un’auto a disposizione, altrettanto vero che il mestiere del taxista laggi� � considerato l’anticamera del suicidio�.

          La deregulation selvaggia ha portato le licenze a prezzi stratosferici: 300mila dollari. Cos� le comprano solo grandi imprese che poi, nei garage, affittano agli autisti le automobili. Pamieri: �Il tassista paga 100, anche 150 dollari al giorno per usare l’auto di propriet� della societ�. Dopodich� non ha limiti di turno: pu� girare anche ventiquattro ore, il primo imperativo � recuperare i 100 dollari. La qualit� del servizio va di conseguenza. Un’ultima osservazione: si parla tanto male delle tariffe dei taxi, ma se si facesse un calcolo chilometrico scopriremmo che il trasporto pubblico costa molto pi� caro. L’unica differenza � che l� la spesa � coperta in minima parte dal biglietto: il resto lo paghiamo con le tasse�.

            Conclusa la vertenza di luglio i tassisti dissero: �Abbiamo vinto noi�. Il ministro Bersani, piccato, rispose: �Hanno vinto i cittadini�. I comuni non sono soddisfatti: per loro hanno vinto tutti gli altri. Con buona pace di chi il taxi non lo trova e – se lo trova – lo paga una stangata.