“Bersani” Sfila il «corteo in grisaglia»

13/10/2006
    venerd� 13 ottobre 2006

    Pagina 1 e 11- Economia

      LA MANIFESTAZIONE

        Slogan da tute blu e aplomb da professionisti arrivati sfilano accanto ai politici di destra

          Banda, megafoni e fischietti
          sfila il "corteo in grisaglia"

          Alberto Statera

            roma
            �Workers?� chiede un po� stralunata nella marea umana una distinta signora americana che cerca invano di entrare a visitare il Colosseo. �Non operai, notai�, risponde un gentile signore in grisaglia che marcia per i Fori Imperiali sotto un cartello che, per l�appunto, designa, tra le tante, la categoria professionale protestataria cui appartiene. �What�s notai?� fa la gentile signora.

            E il signore allunga un po� il passo. Come spiegare a una distinta signora che presumibilmente viene dalla California che in Italy c�� sempre voluta una firma del notaio, libero professionista, ma al tempo stesso pubblico ufficiale, per vendere un�auto usata o per comprare un appartamento? In America e in quasi tutto il mondo per acquistare un�auto basta aggiungere i propri dati al libretto di circolazione e per comprare un appartemento basta andare su Internet a verificare la propriet� dell�immobile e l�esistenza di eventuali ipoteche. Il notaio, icona canora dell�Italia anni Cinquanta (�Porto il mantello a ruota e f� il notaio�) non esiste.

            Il signore in grisaglia incede verso piazza Venezia, dove incravattato si scontrer� di l� a poco con un cordone di celerini che bloccano il passaggio, come fosse un no-global di quelli che anni fa a Genova furono bastonati.

            E� la pattuglia dei notai, pur modesta per numero, un po� il �brand�, il marchio di questa marcia, pi� degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei dentisti, dei geometri, dei farmacisti, dei geologi, dei chimici, degli attuari, dei dottori agronomi, dei dottori forestali, dei consulenti del lavoro, degli architetti, degli ingegneri, delle ostetriche, dei veterinari, degli spedizionieri doganali, degli infermieri professionali.

            Perch� ti chiedi: cosa hanno in comune con tutte queste categorie professionali? Certo non il reddito, n� il tenore di vita.

            Mentre suona la banda di Mondragone assoldata dagli avvocati del Foro di Santa Maria capua Vetere, il gruppetto notarile, sordo ad ogni goliardia di massa, si muove con la dignit� di una specie di casta sacerdotale. Noblesse oblige. Sapete chi � sull�inarrivabile vetta dei redditi dei lavoratori autonomi? I notai. E soprattutto sapete con quale cifra media? 428.497 euro all�anno, come dire una settantina di milioni al mese procapite delle ex lire. E sono le dichiarazioni dei redditi spedite a quel vampiro di Visco. Il che significa che qualcuno di loro guadagna 300 mila e qualcuno 600 mila e molto di pi�. Spesso sono professionisti coi fiocchi e possono evadere il fisco meno delle altre categorie perch� hanno il repertorio, ma ci� non esclude che molti di loro facciano parte di quelle poche decine di migliaia di soggetti che detengono il 15 per cento della ricchezza nazionale, pari alla ricchezza complessiva di alcuni milioni di poveri.

            E� forse questo ceto medio, come sostenevano oggi incedendo per i Fori Imperiali Fini, La Russa, Alemanno, Gasparri, il vecchio liberale Alfredo Biondi e il molto ex socialista Maurizio Sacconi? Ben difficile sostenerlo, come � difficile sostenerlo per gran parte dei marciatori in corteo, per i farmacisti (103.830 euro di reddito lordo dichiarato), i dottori commercialisti (63.861), i medici liberi professionisti (53.662), i dentisti (42.825). Questi ultimi, cui evidentemente il reddito dichiarato diciamo che non fa giustizia, sono tra i pi� incavolati per l�obbligo di riscuotere i compensi esclusivamente con assegni non trasferibili o bonifici bancari per importi superiori ai 100 euro dal primo luglio del 2008. Ma perch� se uno ti paga con un assegno o un bonifico non ti va bene, in un mondo in cui il denaro contante quasi non si usa pi� e si paga soprattutto con la plastica delle carte di credito?

            Quale lavoratore dipendente, anche quelli da 200 mila euro, protesterebbe per un assegno o un bonifico, visto che le tasse gli sono trattenute alla fonte dal datore di lavoro?

            Poi ci sono gli avvocati, non una pattuglia esile come quella dei notai, ma numerosa tra il Colosseo e i Fori Imperiali almeno quanto quella degli infermieri professionali. Chiedete al professor Francesco Giavazzi, l�uomo dell�agenda delle liberalizzazioni cui il ministro Bersani s�� un po� ispirato, perch� questo paese trabocca di legulei, pi� numerosi che in ogni altra parte d�Europa, e perch� sono cos� arrabbiati per le riforme. Vi spiegher� che, pur a disparit� di reddito, non solo c�� un filo ideale che collega gli avvocati ai farmacisti, ai notai e ai conducenti di taxi perch� tutti in qualche modo sono percettori di �rendite�, ma che gli incentivi distorti legati alla determinazione dell�onorario dei legali sono un impedimento a ogni riforma del rito civile, con una riduzione delle udienze.

            Pi� udienze uguale pi� parcelle e quindi l�interesse a far durare il processo il pi� a lungo possibile.

              �Bersani, cambia pusher�, dice uno striscione che ondeggia sulla testa di la Russa, �Prodi, una faccia che scor. aggia�, un altro che sovrasta le ostetriche, �Eutanasia per Mastella�, strilla il cartello dei dentisti. Ma stavolta che c�entra il povero Mastella? �E� il ceto medio – strologa l�ex viceministro Adolfo Urso – � come la marcia dei quarantamila tanti anni fa a Torino contro lo strapotere sindacale�. �Coraggio, coraggio, Prodi � di passaggio�, intona lo slogan dei girotondini borghesi. Prodi � avvertito, i tentativi di riforme liberali in questo paese sono quasi un�utopia. E, a parte il folclore di questa singolare neo-marcia dei quarantamila, in qualche modo dovr� tenerne conto.