Bersani: niente riforme, la favola è finita e Vendola parla di “macelleria sociale”

26/05/2010

ROMA – L´ordine di scuderia nel Pd è di usare prudenza nel giudizio sulla manovra, ma «per ora non ci siamo affatto». Il segretario Pier Luigi Bersani è in Cina e da lì fa arrivare un "no" alle misure di Tremonti: «La favola è finita ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, che era tutto a posto invece non è vero niente. E la Grecia non c´entra nulla, è un problema nostro e non vedo riforme, non vedo niente». Telefonate del segretario democratico con il vice Enrico Letta e con il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini. «Valuteremo nel merito, come abbiamo sempre fatto – preannuncia Franceschini -. Ma se il merito è questo, il giudizio non può che essere negativo. Il governo finirà per mettere la fiducia nascondendo le divisioni della maggioranza». Non è una porta sbattuta in faccia, ma non c´è alcuna apertura.
Il Pd non è sordo all´appello al senso di responsabilità lanciato dal presidente Napolitano. «Siamo sensibili a quanto dice il capo dello Stato – spiega Enrico Letta – per questo abbiamo atteggiamenti costruttivi e non pregiudiziali. Positiva la retromarcia sull´evasione fiscale, ma mancano le riforme. E il condono mascherato va tolto. Inoltre con il colpo sulle Regioni è a rischio il federalismo fiscale. Berlusconi continua a non metterci la faccia. Chiediamo al governo di non mettere la fiducia e di discutere». Nel Pd, Marco Follini si smarca: «Dobbiamo essere all´altezza della difficoltà del paese e della maggioranza. Questa manovra è la smentita del mantra della maggioranza: "tutto va bene, messer lo cavaliere"». Una posizione vicina a quella dell´Udc di Casini. Il leader centrista infatti ritiene «i sacrifici inevitabili» e pur escludendo «un voto a scatola chiusa, la Grecia è dietro l´angolo, e non si può scherzare». Quindi, no a chiusure.
All´attacco vanno Di Pietro e la sinistra radicale. Idv annuncia una contromanovra e denuncia: «L´unica misura che possiamo condividere sono le elezioni immediate per mandare a casa un governo falso e bugiardo». Nichi Vendola (Sel), a Repubblica Tv, parla di manovra da «macelleria sociale». In un dibattito con il ministro Sacconi, il pd Beppe Fioroni propone l´abolizione dei ministeri di Calderoli e di Bossi «che non hanno fatto nulla»: «L´atteggiamento del governo è "o ti mangi ‘sta ministra o ti butti dalla finestra"; discutiamo degli ingredienti». E Rosy Bindi: «Sono tagli indiscriminati». Fassina: «Tremonti ammetta gli errori e corregga le misure».