Bersani: le corporazioni bloccano le riforme

04/07/2007
    mercoledì 4 luglio 2007

    Pagina 44 – Economia

      La denuncia: "Italia organizzata in reti localistiche, casematte in cui ci si difende dalle novità; si finisca di dire che il problema è sempre un altro"

        Bersani: le corporazioni bloccano le riforme

          Il ministro all´Ania: abbassate le tariffe Rc auto. Compagnie critiche sul Tfr

            Luca Iezzi

            ROMA – Nuovo round tra assicurazioni e governo sulle liberalizzazioni. Ieri all´assemblea dell´Ania le lamentele delle compagnie sulle decisioni prese dell´esecutivo (l´indennizzo diretto nell´Rc auto, le regole sulla destinazione del Tfr) hanno suscitato la risposta del ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani presente all´assemblea. Il presidente dell´associazione di categoria, Fabio Cerchiai, ha rilevato: «Il 2006 è stato un anno difficile dal punto di vista delle relazioni con il governo poiché provvedimenti di grande rilievo per il settore sono stati assunti senza alcuna consultazione, senza quel dialogo che a noi sembra necessario». Anche se Cerchiai non accetta che le compagnie «siano gettate nel gran calderone delle corporazioni che si oppongono alle liberalizzazioni: siamo a favore della concorrenza e del libero mercato».

            Netta e immediata la replica di Bersani: «Non è consentito alla classe dirigente dire che il problema è sempre un altro. L´Italia è organizzata in reti molto corte, familistiche e localistiche, che finiscono per diventare delle casematte nelle quali ci si difende dalle novità. Così non diamo futuro: dobbiamo cambiare un po´ tutti questo paese». E sulla richiesta di maggior dialogo e concertazione Bersani ha ribadito: «Noi moriamo di poche decisioni, non di decisioni sbagliate».

            Nel merito la polemica si concentra sulla previdenza integrativa dove le assicurazioni si sono sentite discriminate rispetto ai fondi e all´Inps come possibile scelta dei lavoratori per costruire una pensione integrativa. «Le nuove regole non vanno nella direzione della concorrenza e dell´interesse del lavoratore – ha attaccato Cerchiai – con rilevanti limiti in tema di libertà di scelta». In particolare si contesta il fatto che se il lavoratore sceglie di devolvere il Tfr alla previdenza complementare non può tornare indietro; e che se sceglie una polizza previdenziale «si espone al rischio di perdere il contributo del datore di lavoro». Inoltre secondo l´Ania il fatto che «i lavoratori non hanno modo di sapere quale sarà, sulla base di proiezioni ragionevoli, la loro pensione di primo pilastro (la pensione pubblica ndr)» ha tenuto basse le adesioni ai fondi da parte dei lavoratori al 30%. Cifra che Bersani invece considera «un risultato straordinario». Sul tema poi va registrata l´apertura del presidente dell´Inps Gian Paolo Sassi secondo cui «era importante che la previdenza complementare partisse, ora l´Inps non avrebbe nulla in contrario se l´adesione ai fondi divenisse reversibile o se il contributo datoriale fosse previsto anche per i fondi aperti e i piani individuali».

            Altro fronte di discussione è l´Rc auto dove l´introduzione dell´indennizzo diretto «ha creato spazio per la riduzione» secondo Bersani, mentre per l´Ania bisognerà aspettare un anno per verificare se effettivamente si ridurranno costi e contenziosi. Comunque, secondo le rilevazioni del settore, nel triennio 2004-2006 i premi sono scesi dell´8% al netto dell´inflazione. Dati pesantemente contestati dalle associazioni dei consumatori.