Bersani: Berlusconi lascia una situazione drammatica

09/05/2006
    marted� 9 maggio 2006

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Bersani: Berlusconi lascia una situazione drammatica

    �Con lo sciopero fiscale della Cdl chiuderanno altri cantieri�. La Cgil: anche i tecnici hanno nascosto le cifre

      di Bianca Di Giovanni / Roma

      CONTI & SILENZI Nel gran giorno della politica a Palazzo, Giulio Tremonti � in gran spolvero. In Transatlantico lo saluta calorosamente il suo sottosegretario Maria Teresa Armosino. Subito fuori, nel cortile interno di Montecitorio, ci pensa Paolo Cirino Pomicino ad intrattenerlo. Poi arriva tutto entusiasta, Ottaviano Del Turco, compagno di partito ai tempi della prima repubblica. Mentre i grandi elettori si dividono tra schede bianche (Unione) e Gianni Letta (Casa delle libert�), Tremonti �naviga� tra peones, ministri in pectore, e vecchi notabili della politca come un pesce nell’acqua. Nel frattempo le agenzie di stampa offrono impietose la fotografia scattata dall’Europa sul disastro conti lasciato dal ministro. Sotto i colpi di Almunia cade anche l’ultimo infingimento a cui l’ex ministro teneva moltissimo: l’Italia � isolata, sta peggio di Francia e Germania. Ma oggi Tremonti si occupa gi� d’altro. �Non parlo. Finora sono sopravvissuto proprio non parlando. E vorrei continuare a sopravvivere�. Dietro quel �sopravvivere� si sente tutto il calngore del �fuoco amico� pi� volte puntato sul ministro uscente: prima Gianfranco Fini e Gianni Alemanno, poi Domenico Siniscalco, infine la �truppa� di deputati forzisti, che gli hanno sbarrato la strada verso la presidenza del gruppo di Montecitorio. Inutile insistere, sui conti Tremonti si chiude mnel silenzio totale.

      Mezzi silenzi sarebbero venuti anche dalle strutture tecniche. � la Cgil a puntare il dito sulle �responsabilit� tecniche del buco� (la Ragioneria?), invocando una ricognizione internazionale del bilancio. �Le responsabilit� politiche sono chiare – dichiara Beniamino Lapadula, responsabile economico della Cgil – Tremonti e Siniscalco hanno “taroccato” pesantemente i conti, si tratta ora di individuare anche le responsabilit� dei vertici tecnici del ministero dell’Economia, perch� questo “taroccamento” in qualche modo � stato avallato anche da chi avrebbe avuto il dovere di contrastarlo�. Nel frattempo dal Tesoro Lorenzo Codogno (analisi economica) fa sapere che il riesame dei conti � gi� iniziato e che per il Pil 2006 potrebbero emergere sorprese positive.

      �Per la verit� i tecnici hanno subordinato il raggiungimento degli obiettivi ad una lunga serie di “purch�, purch� purch�” – dichiara invece Pier Luigi Bersani – A forza di purch� siamo arrivati alla manovra bis. Ma qualcosa hanno provato a dirla�. L’eurodeputato diessino non si tira indietro nel commentare i numeri europei. �Oggi resgistriamo un deficit oltre il 4%, l’Anas che ferma i cantieri, le Fs cariche di debiti – dichiara – Questa � l’eredit� che lasciano quelli che ci hanno governato. Noi l’avevamo detto, e siamo stati accusati di essere cassandre. Il risultato � che la situazione � drammatica e il Paese non ne � consapevole: Berlusconi ha continuato a promettere grandi opere e cantieri sapendo bene che le casse erano vuote�. Servir� una manovra anche sulle entrate per ristabilire l’equilibrio? �Sulle entrate aspettiamo lo sciopero fiscale della Casa delle libert� – commenta ironico Bersani – Vorr� dire che chiuderanno anche l’altra met� dei cantieri che poteva salvarsi�.

      �I problemi sono strutturali e non si risolvono con una manovra�, commenta Vincenzo Visco. Per il deputato della Quercia il dato secco del 4,1% di deficit sul Pil non dice ancora tutto, perch� nel bilancio ci sono molte �bombe a scoppio ritardato, come l’Anas, le Fs, i finanziamenti al Coni�. Secondo l’ex ministro l’indebitamento sarebbe gi� al 4,5%. Come si riparte? Sicuramente si punter� ad un nuovo negoziato con l’Europa e a un tavolo con le parti sociali e con Regioni ed Enti locali, come indicano all’unisono Bersani ed Enrico Letta. Ma le risorse fresche potrebbero arrivare subito dalla manovra sull’Iva, proposta da Confindustria e pare appoggiata anche da mario Draghi. �Ma il problema sono le spese correnti, non le entrate – taglia corto Visco – Abbiamo 2 punti e mezzo di spese e almeno un punto di evasione fiscale. Bisogner� agire l�. In tutto si tratta di circa 40 miliardi da cui �sforbiciare� nuove risorse.