Bernardi acquisisce Postalmarket

30/04/2003
           
            


          mercoledì 30 aprile 2003

           
           
          Pagina 7 – Economia
           
           
          Di Tommaso: l’acquisto rappresenta un’opportunità che ci farà crescere ulteriormente
          Bernardi acquisisce Postalmarket
          L’accordo per un importo di 30 milioni di euro sarà perfezionato a giorni
          LA GRANDE DISTRIBUZIONE E IL COMMERCIO VIA POSTA
          Negli primi anni ’90 fatturava circa 600 miliardi. Nell’offerta presentata ai commissari la Spa friulana si impegna ad assumere 150 dei 570 dipendenti


          di DOMENICO PECILE

          UDINE. Il Gruppo Bernardi (150 negozi sparsi su tutto il territorio nazionale con un fatturato di circa 200 milioni di euro) è a un passo dall’acquisizione della Postalmarket. L’operazione si aggira attorno ai 30 milioni di euro. L’accordo dovrebbe essere concluso a giorni. La trattativa è cominciata circa quattro mesi fa. Attualmente, Postalmarket (che nei primi anni ’90 fatturava circa 600 miliardi) si trova in amministrazione straordinaria. Nel pacchetto d’acquisto, la Bernardi spa ha presentato un’offerta ai commissari straordinario che prevede, tra l’altro, l’assunzione di 150 dei 570 dipendenti. La proposta sarà sottoposta naturalmente al vaglio del ministero e dei sindacati.
          «L’acquisto della Postalmarket – spiega l’amministratore delegato della Bernardi spa, Riccardo Di Tommaso – rappresenta una grossa opportunità per la mia azienda e una sfida nel cimentarsi in un campo difficile e maturo qual è la vendita per corrispondenza. E’ del resto una importante opportunità per aumentare quella massa critica fondamentale perché l’azienda Bernardi possa essere una delle protagoniste del mercato».
          Secondo la strategie della Bernardi spa (capacità di acquisto e capillarizzazione sul territorio) la Postalmarket potrebbe diventare una sorta di vetrina virtuali dei prodotti. Punti di forza di questa vetrina sarebbero appunto la vendita per corrispondenza, Internet e la tele vendita.
          A chi gli chiede il perché di una simile scelta. Di Tommaso ricorda che non c’è più spazio per le aziende mediocri. «Vale la dinamica – aggiunge – che gli economisti definiscono winner take all (il vincitore prende tutto), ossia quella tipica di mercati in cui non c’è spazio per le imprese con performances mediocri».
          Postalmarket, come si accennava, fatturava nei primi anni ’90 600 miliardi, «con una penetrazione di mercato – insiste Di Tommaso – impressionante: 24 milioni di indirizzi (quasi ogni famiglia italiana), 12 milioni di indirizzi paganti (cioè che hanno acquistato una volta), 6 milioni di indirizzi che hanno acquistato più volte e 1 milione di indirizzi e-mail».
          In un mercato maturo qual com’è quello della vendita per corrispondenza – è ancora il parere dell’amministratore delegato della Bernardi spa – se in Inghilterra e negli Stati Uniti l’incidenza è del 10 per cento, in germania dell’8 e in Francia del 7, in Italia ci avviciniamo allo 0 per cento in quanto i due competitori, Postalmarket e Vestro, sono usciti dal mercato in un mercato dell’abbigliamento di 20 mia miliardi. Insomma, ritengo che esista una potenzialità di mercato inespressa, soprattutto per le vicende interne che hanno caratterizzato gli ultimi anni di questa azienda, per cui non è stato sviluppato il settore Internet nell’e-commerce. Un dato su tutti. Abbiamo effettuato in questi giorni una prova, spedendo 100 mila e-mail. Bene, abbiamo avuto 15 mila telefonate di ordini in un giorno, mandando in tilt il call center dell’azienda. E il 50 per cento delle telefonate rappresentano un ordine.
          Secondo Di Tommaso, infine, con un settore logistico all’avanguardia si possono arrivare a smistare 45 mila pacchi al giorno, che di solito rappresentano il tallone d’Achille di tutte le aziende e-commerce, questa azienda ha tutti i numeri per essere la più importante società BtoB del panorama italiano.