Berlusconi: plaude a manovra e governo Bersani: è il contrario

01/06/2010

Non ha dubbi Berlusconi, Draghi plaude alla manovra e «all’azione di governo». Diametralmente opposto il giudizio di Bersani: dal Governatore «sono venute parole preoccupate sulla situazione italiana» e inviti «ad uno sforzo coerente ed unitario, di crescita e riforme». Secondo il leader Pd la fotografia scattata da Draghi è quella di una manovra «contraria alla ripresa, inconsistente dal lato delle riforme e aleatoria sul controllo della spesa». Per D’alema, poi, la finanziaria è «pesantissima, ingiusta e sarà undisastro». Anche perché dà l’impressione «di togliere soldi ai politici, mentre tagliando fondi alle regioni e agli enti locali si colpiscono i cittadini e le famiglie». Cgil: i giovani? Una sfida Guglielmo Epifani, parla di una relazione Draghi «abbastanza onesta che contiene due parole importanti, equità e solidarietà», le stesse che il leader Cgil non trova nella manovra del governo. Le difficoltà delle nuove generazioni rappresentano «una sfida che bisogna saper raccogliere», afferma Epifani. Esullo stessotema si sofferma Emma Marcegaglia. «Bisogna ragionare bene sui giovani che hanno maggiormente sofferto della crisi », spiega. La leader degli industriali condivide il richiamo del Governatore «alla lotta all’evasione», ma questa – aggiunge – non deve servire «per coprire i buchi di bilancio ma in prospettiva per abbassare le aliquote fiscali». E Marcegaglia insiste sulla necessità di ridurre la spesa pubblica e di «saperla coniugare con la crescita e la competitività ». Al di là dell’ostentata soddisfazione di Berlusconi, quindi, sia le forze sociali che l’opposizione mettono l’accento sui rilievi che Draghi evidenzia a proposito di misure pure «tempestive e inevitabili ». Bankitalia incita il governo a fare riforme strutturali e a stimolare la crescita? Dopo aver rivendicato che «dall’inizio della legislatura» l’esecutivo «ha fatto propria la sfida per coniugare, attraverso riforme strutturali, risanamento dei conti e ritorno alla crescita» e dopo aver concordato sul fatto che «il Paese ha forze sane e sufficienti per vincere la sfida», Berlusconi plaude al «riconoscimento» che Draghi ha dato «all’azione di Governo in termini di riduzione della spesa e lotta all’evasione fiscale, al fine del contenimento del deficit». La preoccupazione del premier Al di là dell’interpretazione pro-esecutivo della relazione di ieri, però, il Cavaliere mostra preoccupazione per le ricadute della manovra sul suo consenso personale e su quello del governo. Le tensioni che covano dentro l’esecutivo e nella maggioranza, e che il premier tende a riversare sul dicastero dell’Economia, pongono interrogativi sull’iter del disegno di legge che promette intoppi fuori e dentro il Parlamento. Per questo – anche se Bonaiuti smentisce cumulativamente tutte le indiscrezione che trapelano da Arcore, in ossequio a una evidente irritazione del Tesoro – dai palazzi del premier filtra una disponibilità alla modifica della manovra in Parlamento, fermo restando il tetto dei 24 miliardi. Un messaggio ai settori più riottosi della maggioranza, finiani compresi, e ai singoli ministri che denunciano uno«sbilanciamento pro leghista» dell’operazione di aggiustamento dei conti. Un modo, anche questo, per far sapere in giro che il premier avrebbe preferito «maggiore collegialità» e «maggior coinvolgimento» di quanto non abbia garantito Tremonti, E a dispetto di quel che appare con evidenza dal Pdl giurano che i rapporti tra Silvio e Giulio rimangono «più che buoni». Malgrado tutto.