«Berlusconi? Parli meno. Fini? Sono nato operaio e antifascista»

25/02/2002








(Del 24/2/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
E alla fine Pezzotta batt� i pugni
�Berlusconi? Parli meno. Fini? Sono nato operaio e antifascista�

ROMA

La nuova proposta del presidente del Consiglio? �Se Berlusconi tacesse farebbe del bene a se stesso e a una trattativa che deve iniziare�. Il flirt con la destra di Fini? �Io sono nato operaio, e antifascista. Non l�ho sdoganato io Gianfranco Fini, ma ci parlo perch� faccio il mio mestiere�. Niente di pi� sbagliato considerare Savino Pezzotta come l�anello debole della resistenza sindacale all�offensiva sul lavoro del governo Berlusconi. Niente di pi� sbagliato pensare che la sua apertura al dialogo sia una porta aperta alle richieste del governo e degli industriali. Se c�erano dei dubbi, ieri al convegno della Confindustria di Torino il segretario della Cisl li ha completamente fugati. Rispondendo in modo tagliente al premier, battendo i pugni sul tavolo per scandire la sua difesa dell�articolo 18, annullando, infine, la riunione della segreteria unitaria con Cgil e Uil prevista per luned� prossimo. C�� gi� l�esecutivo Cisl, quel giorno, la riunione di segreteria, la direzione. Poi �difficilmente avremmo potuto sciogliere i nodi� dicono i suoi, con Cofferati che dopo aver scelto la strada dello sciopero aveva invocato un �chiarimento ultimativo� con le altre due sigle sulle iniziative di mobilitazione. E in ogni caso, aggiungono, se non sono maturi i tempi per ricucire lo strappo era meglio non rischiare una rottura troppo evidente. A differenza di Sergio Cofferati �indisponibile� al confronto e Luigi Angeletti, morso dai dubbi a una settimana dal congresso, Savino Pezzotta ha scelto comunque la strada del dialogo. �Perch� prima si tratta, poi se non c�� un accordo, si scelgono le forme di mobilitazione. Io voglio andare a dimostrare ai miei interlocutori – dice Pezzotta – che per governare la flessibilit� la modifica dell�articolo 18 non serve. E sono sicuro che riuscir� a convincerli�. Oltre all�articolo 18, dice Pezzotta, ci sono altri punti importanti nella delega di cui bisogna trattare al tavolo. A cominciare dal collocamento, �perch� io sono interessato a capire che tipo di collocamento dobbiamo avere per far incontrare domanda e offerta in modo migliore di quanto avviene oggi�. Poi ci sono il �part-time, che non mi piace cos� come viene formulato nella delega�, gli ammortizzatori sociali, �perch� nella delega non si parla di costi, e senza soldi non si fa la riforma degli ammortizzatori sociali�, �il raccordo tra formazione e lavoro di cui voglio discutere�, e �una forma di arbitrato che non condivido�.
Il presidente della Confindustria, Antonio D�Amato, gli attribuisce implicitamente dei meriti quando accusa Sergio Cofferati �di nascondere la testa sotto la sabbia e di sbattere la porta in faccia alla storia�. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, gli riconosce coraggio apertamente: �Pezzotta ha accettato la sfida, se riuscir� a convincerci ne prenderemo atto�. �Ci proveremo� risponde lui. �Noi alla trattativa ci andiamo con le nostre idee, con i nostri si e con i nostri no, cercando di convincere il ministro sulla questione dell�articolo 18. Ma ci sono cose di cui non si discute ed � bene che i lavoratori lo sappiano: riguardano la flessibilit� e gli ammortizzatori sociali. Andiamo a trattare per tutelare meglio i lavoratori�. Se ha accettato di sedersi al tavolo proposto dal governo, chiarisce Pezzotta, se ce ne fosse ancora bisogno, �� perch� io di mestiere faccio il sindacalista. Gi� l�aver prolungato di due mesi la trattativa, grazie alla mobilitazione, � un successo importante del sindacato. Io sono uno che siede a tutti i tavoli. Se non riuscir� a convincerli sceglieremo la strada della mobilitazione, arriveremo allo sciopero generale. Ma dopo aver trattato, tra due mesi, non prima�. La platea degli industriali ascolta, prende nota. L�avviso comune sull�articolo 18 non sar� affatto un esercizio facile.

m. sen.